Guida - Parte I - Introduzione alle procedure da sovraindebitamento (Legge 3 2012 e Dlgs 14 2019)

Aggiornamento: 12 lug

CANCELLARE E RIDURRE I DEBITI CON LE PROCEDURE DI SOVRAINDEBITAMENTO

Legge n. 3/2012 | Cancellare e ridurre i debiti | saldo e stralcio di posizione debitoria | banche e agenzia delle entrate | equitalia per cartelle di pagamento e esattoriali


INDICE

  1. Cosa sono le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento? Servono davvero per ridurre o cancellare i debiti?

  2. La Legge n. 3/2012 è sempre in vigore? O è stata sostituita dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza (DLgs. n. 14/2019)?

  3. Perché la Legge n. 3 2012 viene chiamata anche 'legge anti suicidi' ?

  4. Quali sono le procedure di sovraindebitamento previste dalla Legge 3/2012 per ridurre o cancellare i debiti?

  5. E dal 16 Luglio 2022, quando entrerà in vigore il nuovo Codice della Crisi e dell'Insolvenza, cambierà qualcosa nel concreto?

  6. In cosa consiste il primo requisito, e cioè il “sovraindebitamento”, necessario per poter ridurre o estinguere i debiti con le procedure di risoluzione della crisi previste dalla Legge n. 3/2012?

  7. Quale è la parte del reddito del debitore destinata al mantenimento suo e della sua famiglia (parte che va tolta dal reddito al fine di verificare se sussiste o meno una condizione di sovraindebitamento)?

  8. In cosa consiste il secondo requisito, e cioè la “meritevolezza”, necessario per poter ridurre o estinguere i debiti con le procedure di sovraindebitamento?

  9. Chi sono i soggetti che possono ottenere la cancellazione o la riduzione dei propri debiti con le procedure da sovraindebitamento?

  10. Quali delle quattro procedure da sovraindebitamento possono essere utilizzate dalle singole categorie di soggetti?

  11. Da chi deve farsi assistere il debitore che vuole ottenere la riduzione o l’estinzione dei debiti?

  12. Quando può essere attivata la procedura di sovraindebitamento?

  13. Cosa devi fare se ti trovi in una situazione di sovraindebitamento?


1. Cosa sono le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento? Servono davvero per ridurre o cancellare i debiti?


La Legge n. 3/2012 ha previsto alcuni strumenti destinati a porre rimedio a situazioni di sovraindebitamento e, cioè, di eccessivo indebitamento.


Nella sostanza, il Legislatore ha accordato ad una vasta platea di soggetti la possibilità, ovviamente al ricorrere di certe condizioni e presupposti, di ridurre i propri debiti e talvolta addirittura di liberarsene integralmente, così da tornare a svolgere un ruolo attivo nel circuito economico.


La Legge 3/2012, in pratica, ha fornito gli strumenti necessari per consentire la ristrutturazione dei debiti e la gestione delle crisi anche a soggetti ‘civili’ non fallibili (per i soggetti fallibili, invece, il Regio Decreto n. 267/1942 regola da decenni le modalità di risoluzione dell’insolvenza).


In conclusione, per effetto di questa legge una vasta platea di soggetti sovraindebitati, prima esclusi dalla possibilità di risolvere la propria situazione debitoria, ha adesso gli strumenti giuridici per farlo e, quindi, per ottenere la riduzione o la cancellazione dei debiti ivi compresi quelli verso banche, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Entrate Riscossione (la ‘vecchia’ Equitalia) e finanziarie con cessione del quinto.


2. La Legge 3 2012 è sempre in vigore? O è stata sostituita dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza (DLgs. 14 2019)?

I procedimenti da sovraindebitamento, come disciplinati dalla Legge 3/2012, nel nostro paese (a differenza che in altri paesi europei ed extraeuropei), non hanno incontrato più di tanto il favore degli operatori e dei soggetti destinatari, così fallendo l’obiettivo di concorrere alla ripresa dell’economia.


Per questa ragione il Legislatore con il DLgs 14/2019 (cd Codice della Crisi e dell'Insolvenza), ha riformato la materia disciplinata dalla Legge 3/2012 al fine di renderla maggiormente fruibile ed anche al fine di coordinarne la disciplina con quella dei soggetti fallibili.


Al momento, però, è sempre in vigore la Legge 3 2012 in quanto il Codice della Crisi e dell’Insolvenza entrerà in vigore a partire dal 16 Luglio 2022 (attualmente è questa la data di decorrenza della nuova disciplina, ma periodicamente ne viene posticipata l’entrata in vigore).


3. Perché la Legge n. 3 2012 viene chiamata anche 'legge anti suicidi' ?

La legge 3 2012 viene anche chiamata in modo a-tecnico 'legge anti suicidi' perché era ed è volta a ridare speranza di poter tornare nel circuito economico a privati, imprenditori o, addirittura a intere famiglie, oppressi dai debiti e senza alcuna speranza di poter risolvere la loro situazione; soggetti, soprattutto piccoli imprenditori, che in alcuni episodi del passato si sono tolti la vita proprio perché si trovavano in una situazione di sovraindebitamento e non avevano alcuna possibilità di risolverla.


4. Quali sono le procedure di sovraindebitamento previste dalla Legge 3/2012 per ridurre o cancellare i debiti?

I procedimenti per risolvere la crisi da sovraindebitamento previsti dalla Legge n. 3 2012 sono i seguenti:

  • l'Accordo di ristrutturazione dei debiti con il quale il debitore sovraindebitato propone a tutti i suoi creditori un pagamento a saldo e stralcio, non quindi l’integrale cancellazione dei debiti (disciplinato dagli artt. 10-12 della Legge 3/2012; poi dal 16 Luglio 2022 diventerà il Concordato Minore disciplinato dagli artt. da 74 a 83 del DLgs n. 14/2019);

  • il Piano del consumatore che, come dice il nome è riservato al solo consumatore, con il quale pure il debitore propone a tutti i suoi creditori un pagamento a stralcio e stralcio (disciplinato dagli artt. 12 bis e ss. della Legge n. 3/2012; dal 16 Luglio 2022 diventerà il Piano di Ristrutturazione dei debiti del Consumatore disciplinato dagli artt. da 67 a 73 del DLgs n. 14/2019);

  • la Liquidazione dei beni con la quale il debitore sovraindebitato mette tutti i suoi beni e i suoi redditi (con alcune eccezioni) nelle mani di un Liquidatore che vende tutto e con il ricavato (e nei limiti di questo) paga i creditori (disciplinato dagli art. 14 ter e ss. della Legge n. 3/2012; dal 16 Luglio 2022 diventerà la Liquidazione controllata del sovraindebitato disciplinata dagli art. da 268 a 277 DLgs n. 1472019);

  • l’Esdebitazione del debitore incapiente con la quale il debitore, a certe condizioni, viene liberato di tutti i suoi debiti (disciplinato dall’art. 14 quaterdecies della Legge 3/2012; dal 16 Luglio 2022 rimarrà sostanzialmente inalterata e sarà disciplinata dall’art. 283 del DLgs n. 14/2019).

Con questi strumenti il Legislatore accorda una vera e propria opportunità di ridurre o cancellare i debiti - ivi compresi quelli nei confronti delle banche, dell’Agenzia delle Entrate, dell’Agenzia delle Entrate - Riscossione (e cioè la ‘vecchia’ Equitalia), delle finanziarie con cessione del quinto - a soggetti schiacciati da un’esposizione debitoria non più sostenibile.


In mancanza di denaro il sovraindebitamento 2022 è possibile; sopratutto nel caso di sovraindebitamento privati c'è qualche problema.

5. E dal 16 Luglio 2022, quando entrerà in vigore il nuovo Codice della Crisi e dell'Insolvenza, cambierà qualcosa nella disciplina del sovraindebitamento?

Nella sostanza no. Cambieranno soltanto alcuni aspetti procedurali nel merito dei quali qui non è il caso di soffermarci.


Possiamo accennare al fatto che i procedimenti per risolvere la crisi da sovraindebitamento previsti dal DLgs 14 2019 cambieranno denominazione e saranno i seguenti:


  • il Concordato Minore (artt. da 74 a 83 del DLgs. 14/2019) che sostituisce l'Accordo di ristrutturazione dei debiti (disciplinato dagli artt. 10-12 della Legge n. 3/2012);

  • il Piano di Ristrutturazione dei debiti del Consumatore (artt. da 67 a 73 del DLgs n. 14/2019) che sostituisce il Piano del consumatore (disciplinato dagli artt. 12 bis e ss. della Legge 3/2012) ;

  • la Liquidazione controllata del sovraindebitato (art. da 268 a 277 DLgs 14/2019) che sostituisce la Liquidazione dei beni (disciplinata dagli art. 14 ter e ss. della Legge n. 3/2012);

  • l’Esdebitazione del debitore incapiente (artt. 283 e ss. DLgs n. 14/2019; in precedenza regolato dall’art. 14 quaterdecies della Legge 3/2012).


6. In cosa consiste il primo requisito, e cioè il “sovraindebitamento”, necessario per poter ridurre o estinguere i debiti con le procedure di risoluzione della crisi previste dalla Legge n. 3/2012?

Il debitore che voglia risolvere le ‘difficoltà economiche’ nelle quali versa può utilizzare i procedimenti sopra menzionati a condizione, e questo è il presupposto più importante, di trovarsi in una situazione di sovraindebitamento definita come “la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva incapacità di adempierle regolarmente” (art. 6, co. 2, lett.a, Legge n. 3/2012).


Il sovraindebitamento, perciò, è quella situazione nella quale il debitore, con il proprio reddito e/o le proprie entrate e tolta la parte destinata al mantenimento suo e della sua famiglia, non è più in grado di far fronte al regolare pagamento dei debiti.


Facendo qualche caso concreto, la giurisprudenza ha ritenuto sussistente il requisito in commento, e cioè che il debitore sia sovraindebitato, quando:


PRIMO CASO (Trib. Reggio Emilia 7.2.2022)

  • ha un debito per 200.000 € per il mutuo per l’acquisto dell’abitazione,

  • il ricavato della vendita all’asta dell’abitazione è pari ad 80.000 €,

  • non possiede beni (mobili o immobili) eccettuati gli arredi di modesto valore dell’abitazione,

  • sul conto corrente ha 1000 €,

  • del suo stipendio da dipendente (tolte le spese per il mantenimento suo e della sua famiglia) può mettere a disposizione dei creditori 100 € al mese.

SECONDO CASO (Trib. Nola, 31/1/2022)

  • ha debiti per circa 113.000 € (di cui 86.000 € per il mutuo, 3.400 € per spese esecuzione immobiliare, 4.300 € per spese custode e professionista delegato alla vendita)

  • 650 € verso l’ Agenzia delle Entrate,

  • 8.000 € verso un creditore privato e altri 8.900 € verso un altro creditore privato,

  • è proprietario di autoveicolo,

  • sul conto corrente ha poche centinaia di euro,

  • ha un reddito da lavoro dipendente di 1.500 € al mese che (tolte le spese per il mantenimento suo e della sua famiglia quantificate in € 840) può mettere a disposizione dei creditori per l’importo mensile di € 660.

TERZO CASO (Trib. Forlì, 23/2/2022)

  • il debitore è società agricola

  • ha debiti per € 3.200.000,

  • ha un reddito annuo di € 10.000,

  • non ha immobili,

  • il valore dell’azienda agricola è negativo e comunque è data in affitto ad una società con la quale è in corso un contenzioso.

QUARTO CASO (Trib. Torino, 24/2/2022)

  • il debitore ha debiti per € 74.000, un reddito di € 2.000 mensili, non possiede beni ad eccezione di un autovettura immatricola nel 2003 di valore irrisorio

  • con conseguente insostenibilità del debito rateizzato per € 921 al mese a fronte del reddito percepito e del fabbisogno familiare quantificato in € 1.480.

QUINTO CASO (Trib. Bologna 23.1.2022)

  • quando la situazione di indebitamento trae origine principalmente dallo stato di disoccupazione conseguente al licenziamento del debitore e dalla conseguente incapacità di fronteggiare il mutuo acceso per l’acquisto della casa.

Dunque, soltanto quando e se si trova in una situazione di sovraindebitamento come appena descritta, il debitore ha accesso alle procedure per risolvere la crisi da sovraindebitamento di cui alla Legge n. 3/2012 al fine di ridurre o estinguere la propria esposizione debitoria.


7. Quale è la parte del reddito del debitore sovraindebitato destinata al mantenimento suo e della sua famiglia (parte che va tolta dal reddito al fine di verificare se sussiste o meno una condizione di sovraindebitamento)?

Per individuare la parte del reddito del debitore sovraindebitato destinata al mantenimento suo e della sua famiglia è necessario prendere in considerazione soltanto le spese documentabili che siano congrue con un sobrio menage familiare e corrispondano quindi a voci di spesa indispensabili e necessarie nella vita quotidiana; la congruità di tali spese può essere anche verificata con gli indici di spesa media dell'ISTAT (Trib. Torino 24/2/2022).


Il sovraindebitamento privati dipende da quanto denaro hai. Il sovraindebitamento 2022 può aiutarti!

8. In cosa consiste il secondo requisito, e cioè la “meritevolezza”, necessario per poter ridurre o estinguere i debiti con le procedure di sovraindebitamento?

Per accedere alla procedura del Piano del consumatore e di Esdebitazione del debitore incapiente è necessario che il debitore sovraindebitato non abbia determinato lo stato di sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode (art. 7, co. 2, lett. d-ter, e art. 14 quaterdecies, co. 1, Legge n. 3/2012).


Per accedere invece alla procedure di Accordo di ristrutturazione dei debiti e di Liquidazione dei beni è sufficiente che il debitore sovraindebitato non abbia commesso atti diretti a frodare le ragioni dei creditori: si deve trattare di atti che non soltanto recano un pregiudizio agli interessi dei creditori ma che sono preordinati al prevalente, se non unico, scopo di ledere tali interessi (art. 7, co. 2, lett. d-ter, e art. 14 quinquies, co. 1, Legge n. 3/2012).


Ecco alcuni casi concreti in cui la giurisprudenza ha ritenuto che il sovraindebitamento è ‘meritevole’ e cioè assunto dal debitore senza colpa grave o malafede:


PRIMO CASO

  • se i debiti sono stati assunti quando con la normale diligenza il debitore non avrebbe potuto verosimilmente rendersi conto della loro eccessività rispetto alle sue capacità di rimborso (Trib. Rimini, 20/10/2021);

SECONDO CASO

  • quando le cause dell’indebitamento sono dovute alla riduzione dei compensi professionali, al peso delle rate del mutuo per l’acquisto dell’abitazione e alla crisi coniugale sfociata nella separazione (Trib. Mantova 25/1/2022);

TERZO CASO

  • quando alla iniziale assunzione del mutuo per l’abitazione principale, entrambi i coniugi avevano un lavoro ed una normale prospettiva di reddito; e l’indebitamento successivo si è reso necessario per far fronte alle difficoltà a restituire le rate dei mutui e per soddisfare le esigenze di vita, a fronte di un progressivo aggravamento delle condizioni di salute dei coniugi (Trib. Rimini, 20/10/2021);

QUARTO CASO

  • quando il debitore ha fatto ricorso al credito per saldare altri prestiti, soprattutto nel caso in cui il debitore non abbia utilizzato i fondi per spese voluttuarie (Trib. Rimini, 20/10/2021).

QUINTO CASO

  • Nel caso dei cd finanziamenti a catena, in cui un nuovo debito viene contratto per ottenere una rimodulazione del debito originario perché non più sostenibile, occorre che tale ristrutturazione del debito si presenti da una parte dovuta a cause non imputabili al debitore e dall’altra necessitata da un evento negativo verificatosi nella vita dello stesso dal carattere imprevedibile, quale può essere una malattia, la perdita del lavoro, la separazione dal coniuge o convivente more uxorio; in particolare, il sovraindebitamento è incolpevole quando è imputabile alla separazione, al divorzio e al difficile periodo che ne segue, alla necessità di provvedere alle spese al fine di garantire le esigenze assistenziali e di vita dei genitori (Trib. Roma, 23/12/2021).

SESTO CASO

  • quando il debitore si è sovraindebitato a causa della patologia da cui è affetto, e cioè il disturbo di gioco d'azzardo, come dimostrata da apposito certificato ed inoltre ha attivato un percorso terapeutico di riabilitazione (Trib. Bologna, 1/4/2019).

Viceversa, il sovraindebitamento non è meritevole quando (ipotesi di colpa grave) il debitore ha assunto il debito quando era irragionevole, tenuto conto del proprio patrimonio e del proprio reddito, ritenere di poterlo restituire regolarmente; ricorre, invece, l’ipotesi del dolo quando l’indebitamento sproporzionato è stato assunto consapevolmente o addirittura appositamente (Trib. Rimini, 20/10/2021).


9. Chi sono i soggetti che possono ottenere la cancellazione o la riduzione dei propri debiti con le procedure da sovraindebitamento?

Possono accedere alle procedure per risolvere la crisi da sovraindebitamento i seguenti soggetti (art. 6, co. 1, Legge n. 3/2012):


  • il consumatore (come nel proseguo definito);

  • l’impresa minore (come nel proseguo definita);

  • l’imprenditore agricolo;

  • il professionista;

  • la start up innovativa;

  • enti no profit (associazioni, fondazioni, comitati, ecc...)

  • altri soggetti non fallibili.


Il consumatore è definito come “la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta, anche se socia di una delle società di persone (snc, società in accomandita semplice) per debiti estranei a quelli sociali.” (art. 6, co.2, lett.b, Legge n. 3/2012).


Il consumatore, quindi, è la persona fisica i cui debiti non sono in alcun modo riferibili all’attività di impresa o professionale eventualmente svolta (Trib. Roma, 23/12/2021).


Ecco alcuni esempi concreti di consumatore:


PRIMO CASO

Sicuramente il dipendente o il pensionato;


SECONDO CASO

Anche il professionista o l’imprenditore minore, in relazione però soltanto ai debiti contratti all’infuori della sfera professionale o imprenditoriale.


Per ‘impresa minore' invece deve intendersi l’impresa (persona fisica o società) che non è fallibile e che quindi presenta congiuntamente i seguenti requisiti:

  • un attivo patrimoniale annuo non superiore ad € 300.000 nei tre ultimi anni;

  • ricavi annui non superiori ad € 200.000 nei tre ultimi anni;

  • debiti (anche non scaduti) non superiori ad € 500.000.

Inoltre i componenti di una stessa famiglia possono presentare un’unica procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento qualora siano conviventi oppure qualora il sovraindebitamento abbia un'origine comune (art. 7 bis Legge n. 3/2012; questo anche per la procedura di Liquidazione dei beni come da ultimo chiarito da Trib. Bologna 24.12.2021, in senso contrario c'è una giurisprudenza minoritaria).


In conclusione, i soggetti sopra individuati sono quelli che, al ricorrere delle altre condizioni (sovraindebitamento e meritevolezza), possono chiedere la riduzione o la cancellazione dei debiti (compresi quelli verso l’Agenzia delle Entrate - Riscossione e cioè la ‘vecchia’ Equitalia).

Le procedure di sovraindebitamento servono, al ricorre di determinati  requisiti (meritevolezza) per cancellare o ridurre i debiti

10. Quali delle quattro procedure da sovraindebitamento possono essere utilizzate dalle singole categorie di soggetti?

Il consumatore sovraindebitato può utilizzare tutti gli strumenti e quindi: l’Accordo di ristrutturazione dei debiti, il Piano del Consumatore, la Liquidazione dei beni e, infine, l’Esdebitazione del debitore incapiente (art. 7, co. 1 bis, art. 14 ter, e art. 14 quaterdecies Legge 3/2012).


Ogni soggetto diverso dal consumatore, invece, può utilizzare soltanto l’Accordo di ristrutturazione dei debiti e la Liquidazione dei beni; inoltre, se è una persona fisica, può usare anche l’Esdebitazione del debitore incapiente; non può invece utilizzare il Piano del Consumatore (art. 7, co. 1 e co. 1bis e art. 14 quaterdecies Legge 3/2012).


Le associazioni, i comitati, le fondazioni e le società semplici, non essendo persone fisiche, possono utilizzare soltanto l’Accordo di ristrutturazione dei debiti e la Liquidazione dei beni ma non anche il Piano del Consumatore e l’Esdebitazione del debitore incapiente (art. 7, co. 1, e art. 14 ter Legge n. 3/2012).


11. Da chi deve farsi assistere il debitore che vuole ottenere la riduzione o l’estinzione dei debiti?

Il debitore sovraindebitato per attivare una qualsiasi delle procedure di sovraindebitamento deve farsi rappresentare da un Organismo di Composizione della Crisi in sigla OCC (art. 7, co. 1, Legge n. 3/2012).


Inoltre, almeno secondo la giurisprudenza maggioritaria, il debitore deve farsi assistere anche da un avvocato per essere assistito e rappresentato nel procedimento.


12. Quando può essere attivata la procedura di sovraindebitamento?

La procedura di sovraindebitamento può essere attivata in qualsiasi momento: sia quando il debitore sovraindebitato inizia ad avere i primi problemi nel pagare i debiti, sia quando, invece, la situazione è divenuta più critica e cioè quando i creditori hanno iniziato ad aggredire il patrimonio del debitore sovraindebitato con pignoramenti degli immobili, dei mobili, dello stipendio, ecc...


13. Cosa devi fare se ti trovi in una situazione di sovraindebitamento?

La procedura di sovraindebitamento è assimilabile ad una vera e propria procedura fallimentare: si tratta quindi di un procedimento civile che si svolge innanzi ad un tribunale (quello competente in base alla residenza del debitore sovraindebitato).


Affinché il debitore sovraindebitato riesca ad ottenere la riduzione o la completa liberazione dai debiti, devono essere rispettati determinate condizioni e certi presupposti, ma non si tratta di ostacoli insormontabili e se instaurata correttamente la procedura effettivamente può portare all'auspicato esito finale (liberazione parziale o totale dai debiti) così da consentire al debitore di ritrovare la serenità in ambito lavorativo e familiare.


In sintesi se ti trovi in una situazione di sovraindebitamento i passaggi fondamentali da compiere sono i seguenti:


1. anzitutto affidati ad un professionista competente in materia al fine di verificare preliminarmente:

  • se la normativa sul sovraindebitamento è quella che effettivamente fa al caso tuo; se, per esempio, hai solo uno o due debiti (ancorché siano sufficienti a porti in una situazione di sovraindebitamento) forse potrebbe essere maggiormente conveniente (rispetto alla procedura di sovraindebitamento) trattare direttamente con i singoli creditori per ottenere un saldo e stralcio dei singoli debiti; oppure se hai debiti solo fiscali potrebbe essere maggiormente vantaggioso utilizzare gli strumenti previsti in ambito tributario (rottamazione delle cartelle esattoriali, rateazione, impugnazione delle cartelle esattoriali per vizi, prescrizione, ecc...); non è quindi detto che le procedure previste dalla Legge 3 2012 e dal decreto 14 2019 siano la soluzione migliore al tuo caso specifico;

  • se nel tuo caso specifico, una volta appurata che la normativa sul sovraindebitamento è effettivamente la migliore soluzione, ricorrono i presupposti previsti dalla legge per utilizzare uno dei quattro procedimento previsti appunto dalla normativa sul sovraindebitamento: prima di perdere tempo e soldi, infatti, è importante essere ragionevolmente sicuri che ci siano buone possibilità di un esito positivo;

2. se tale verifica preliminare avrà esito positivo, allora sarà necessario entrare più nel dettaglio per comprendere le ragioni della situazione di sovraindebitamento in cui ti trovi, e quindi sarà necessario:

  • acquisire una dettagliata descrizione della tua situazione economica e patrimoniale (redditi, disponibilità finanziarie, beni immobili, auto, moto, finanziamenti, mutui, ecc....) e della tua situazione familiare (sposata/o, divorziata/o, figli a carico, spese per il mantenimento della famiglia, ecc...);

  • acquisire tutta la documentazione probatoria (buste paghe, dichiarazione dei redditi, visure al PRA, visure in conservatoria, estratti conti bancari, contratti di finanziamento, mutui, ecc....);

  • e sulla base di tali informazioni e documenti predisporre una bozza del piano di ristrutturazione dei debiti (da proporre ai creditori o da sottoporre al giudice) ovvero del piano di liquidazione;

3. preparata questa documentazione il professionista che ti assiste dovrà richiedere la nomina di un Organismo di Composizione della Crisi ("OCC") che attraverso una relazione dovrà attestare che il piano proposto integri tutti i requisiti e i presupposti formali e sostanziali previsti dalla legge (per esempio alcuni creditori devono essere pagati prima di altri);


4. dopodiché, potrai depositare la domanda innanzi al Tribunale competente in base alla tua residenza; si aprirà quindi un vero e proprio procedimento giudiziario nel quale il Giudice dovrà gestire le eventuali questioni insorte tra te e i tuoi creditori e all'esito del quale, valutata ancora la ricorrenza di tutti i presupposti di forma e di sostanza prescritti dalla legge, potrà decidere di omologare la procedura (l'omologa è una sorta di validazione ufficiale della proposta).


5. Dopo l'omologazione dovrai dare perfetta esecuzione agli impegni assunti nel piano omologato (per esempio, pagare in una certa percentuale certi creditori, oppure devolvere una certa percentuale mensile del tuo stipendio al pagamento del creditori, ecc...).


E finalmente .... una volta data esecuzione al piano potrai ottenere l'esdebitazione e cioè la completa liberazione dai debiti che non hai pagato e tornare perciò a lavorare e vivere con piena serenità!


per liberarsi dai debiti ci vuole una bella procedura di sovraindebitamento; soprattutto nel 2022! e il sovraindebitamento per privati.

Se vuoi approfondire tutti gli aspetti delle procedure di sovraindebitamento per verificare se fanno al caso tuo trovi tutte le guide nel blog!

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