top of page

Intimazione di pagamento: trova la migliore soluzione !

Aggiornamento: 11 feb

Una guida concreta all' intimazione di pagamento dell'Agenzia delle Entrate Riscossione!


L' intimazione di pagamento spiegata in una guida completa

L’Agenzia delle Entrate Riscossione (cioè Equitalia) ti ha notificato un’intimazione di pagamento? E non sai bene come comportarti? In questo post ti spiego tutto quello che c'è da sapere sull' intimazione di pagamento e ti guido passo passo in ciascuna delle tre valutazioni che devi compiere per decidere cosa ti conviene e cosa non ti conviene fare quando ne ricevi una.


E comunque se al termine della lettura ti dovessero rimanere dei dubbi potrai richiederci una pre-analisi gratuita e personalizzata della tua specifica situazione.


Se sei interessato all'argomento continua a leggere!


INDICE DI TRATTAZIONE


1. Come funziona l' intimazione di pagamento ?

Anzitutto ti spiego brevissimamente cosa è e come funziona l’ intimazione di pagamento.


L’Agenzia delle Entrate Riscossione può iniziare l’espropriazione forzata (e cioè il pignoramento di un tuo immobile o della tua macchina ) soltanto dopo che sono trascorsi 60 giorni da quando ti è stata notificata la cartella di pagamento (o altri atti quali l'avviso di accertamento esecutivo).


Se però l’esecuzione non è iniziata nel termine di 1 anno dalla notifica della cartella (o dell'avviso di accertamento esecutivo) allora, in questo caso, l’Agenzia delle Entrate Riscossione prima di procedere con l’esecuzione forzata deve notificarti, secondo quanto previsto dall’art. 50 del DPR 602/1973, un’intimazione di pagamento.



Se, poi, l’esecuzione forzata non inizia neppure nel termine di 1 anno dalla notifica dell’intimazione di pagamento questa perde efficacia e l’Agenzia delle Entrate Riscossione prima di iniziare l’esecuzione dovrà notificartene una nuova.


Nella prassi l’Agenzia delle Entrate Riscossione non ce la fa a recuperare tutti i crediti che le vengono affidati e quindi accade spesso che sia costretta a notificare due, tre, quattro e anche più intimazioni di pagamento.


Questo in sintesi è come funziona l'intimazione di pagamento e qui sotto trovi un esempio di intimazione:


Questo è un  modello di intimazione di pagamento.

2. Quale è la funzione dell' intimazione di pagamento ?

L’effetto proprio dell’ intimazione di pagamento è soltanto quello di interrompere la decorrenza del termine di prescrizione.


Tendenzialmente il termine di prescrizione è di dieci anni per IRPEF, IRES, IVA e IRAP e cinque anni per i tributi locali e le sanzioni.


Se non sai cosa è il termine di prescrizione puoi leggere il post che ho fatto sull'argomento.


3. Cosa succede dopo un' intimazione di pagamento ?

Dopo che l'Agenzia delle Entrate Riscossione ti ha notificato un' intimazione di pagamento in realtà non succede niente di nuovo; la tua posizione una volta che hai ricevuto l’intimazione di pagamento non cambia rispetto a prima: già nel periodo compreso tra i 60 gg e i 365 gg dalla notifica della cartella di pagamento l’Agenzia delle Entrate Riscossione poteva iniziare azioni esecutive (pignoramenti) o cautelari (iscrizione di un’ipoteca o il fermo di un’autovettura) contro di te; dopo che hai ricevuto l'intimazione di pagamento la tua situazione non cambia; notificandoti l’intimazione di pagamento l’Ufficio sta ‘soltanto’ ribadendo che può iniziare l’esecuzione forzata (e, inoltre, sta interrompendo il corso del termine di prescrizione).


4. Cosa succede se non si paga l' intimazione di pagamento ?

Se non paghi quanto indicato nell'intimazione di pagamento, decorsi 5 giorni da quando l'hai ricevuta, l'Agenzia delle Entrate Riscossione può attivare la procedura di esecuzione forzata nei tuoi confronti: quindi, per esempio, può pignorarti un conto corrente, lo stipendio, può iscrivere un fermo amministrativo su un tuo veicolo oppure può iscrivere ipoteca su un tuo immobile o addirittura (in alcuni casi) pignorarlo; questo è quello che succede se non si paga l' intimazione di pagamento.


5. Quanto tempo ho per pagare un' intimazione di pagamento ?

Per pagare le somme indicate nell' intimazione di pagamento hai tempo 5 giorni dopodiché l'Agenzia delle Entrate Riscossione può iniziare l'esecuzione forzata (non si tratta di 5 giorni lavorativi ma semplicemente di 5 giorni). Peraltro l'intimazione di pagamento pagata in ritardo non ha conseguenze.

Cosa succede se non si paga l intimazione di pagamento ?

6. Quanto tempo passa dall' intimazione di pagamento a pignoramento?

Non esiste nessuna legge o regolamento che stabilisca quanto tempo può passare dalla notifica dell' intimazione di pagamento alla successiva fase di pignoramento; sicuramente, come già ti ho detto, se passa più di un anno dalla notifica dell' intimazione di pagamento l'Agenzia delle Entrate Riscossione non può procedere al pignoramento se prima non te ne notifica un'altra. Nella sostanza è come se l'intimazione di pagamento avesse una data di 'scadenza' di 1 anno; passato questo termine senza che sia iniziata l'esecuzione, se l'Ufficio vuole procedere esecutivamente deve prima notificare un'altra intimazione di pagamento.


Accade spesso che l'Ufficio, essendo oberato di 'lavoro', lascia passare anni prima di procedere con il pignoramento e quindi nel frattempo notifica al contribuente diverse intimazioni di pagamento (questo anche al fine di interrompere la prescrizione).


7. Come opporsi a una intimazione di pagamento ? (La prima valutazione da compiere ... il contenzioso)

La prima valutazione che devi compiere è se ti conviene o meno opporti all'intimazione di pagamento impugnandola davanti all’Autorità giudiziaria instaurando così un contenzioso contro l’Agenzia delle Entrate Riscossione.


Gli elementi che devi prendere in considerazione per compiere questa valutazione, e per decidere quindi se opporti all' intimazione di pagamento, sono 6 e sono i seguenti:


  1. considera che il ricorso, introduttivo del giudizio, deve essere proposto entro 60 gg dalla notifica dell’intimazione (questo è il termine che si applica quando l'intimazione ha ad oggetto tributi); decorso questo termine non è più possibile contestare l'intimazione di pagamento; questo vuol dire che entro questo termine ti devi fare un’idea precisa di cosa è meglio fare per te;

  2. tieni conto che, diversamente da quello che spesso si legge su internet, non è assolutamente opportuno impugnare l’intimazione per far valere eventuali vizi di forma da cui è eventualmente affetta; vizi di forma, per esempio, sono la mancata sottoscrizione o la mancata indicazione del responsabile del procedimento; questo perché la giurisprudenza è consolidata nel rigettare i ricorsi fondati su vizi di forma; e poi, c’è da dire che, se anche tu vincessi il contenzioso, l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe rinotificarti una nuova intimazione (priva del vizio di forma);

  3. ricordati, invece, che è opportuno impugnare l’intimazione di pagamento qualora (tra la data di notifica della cartella esattoriale e la data di notifica dell’intimazione di pagamento) sia maturata la prescrizione perché in questo caso nel giudizio potrai ottenere l’accertamento dell’estinzione del credito indicato nell'intimazione; in questo caso dovrai però attentamente valutare quali sono i termini di prescrizione (vedi il post sull'argomento) che si applicano al tuo caso e sincerarti che non siano intervenuti atti interruttivi o sospensivi del termine di prescrizione;

  4. ancora, ricordati che conviene impugnare l’intimazione anche nel caso in cui ti risultasse, dopo magari aver compiuto delle approfondite verifiche, di non aver ricevuto la notifica della cartella esattoriale; in questo caso, infatti, impugnando l’intimazione di pagamento puoi ottenere la dichiarazione di nullità non soltanto dell’intimazione ma anche e soprattutto della cartella di pagamento.

  5. tieni bene a mente che, se decidi di fare il contenzioso contro l'intimazione di pagamento, puoi chiedere al giudice di sospendere l’esecuzione e cioè di impedire all'Agenzia delle Entrate Riscossione di procedere con l'esecuzione mentre pende il giudizio; non è però detto che il giudice accolga la tua richiesta nel qual caso è possibile che in pendenza di giudizio l’Agenzia delle Entrate Riscossione inizi o prosegua l’espropriazione forzata (pignorandoti conti correnti o lo stipendio o l’autovettura, ecc…);

  6. da ultimo considera che impugnando l’intimazione non puoi mai essere sicuro al 100% di vincere il contenzioso (i giudici, infatti, sono persone, possono essere stanchi, incompetenti e distratti) ed inoltre che un giudizio di primo grado dura in media 1 anno circa ed implica il sostenimento di costi e cioè i) il compenso del professionista che ti assiste e ii) il costo del contributo unificato (che è la tassa da pagare per introdurre il giudizio).

Opporti all'intimazione di pagamento, instaurando un giudizio, ti conviene soltanto all'esito positivo delle valutazioni di cui sopra.


8. Come bloccare un' intimazione di pagamento ? (La seconda valutazione da compiere ... la rateizzazione)

Compiuta la prima valutazione ne devi effettuare una seconda per comprendere se comunque puoi bloccare l' intimazione di pagamento. Questa seconda valutazione è strettamente connessa alla prima e consiste nel valutare se, in luogo di impugnare l’intimazione, sia maggiormente conveniente nel tuo caso specifico, appunto per bloccare l' intimazione di pagamento, chiedere la rateizzazione del debito.


Diciamo che tanto più sei incerto (sulla base dei 6 parametri che sopra ti ho indicato) circa la convenienza di fare il contenzioso tanto più ti conviene avvalerti della rateizzazione del debito; anche la rateizzazione, infatti, è un modo per bloccare un' intimazione di pagamento.


Per esempio, se nel tuo caso non è maturata la prescrizione e la cartella esattoriale ti è stata regolarmente notificata, puoi tranquillamente escludere la possibilità di impugnare l’intimazione davanti al giudice: spenderesti soltanto soldi per i compensi professionali senza alcuna ragionevole possibilità di vincere il contenzioso; conseguentemente, in questa ipotesi per te l’opzione preferibile sarebbe sicuramente quella di chiedere la rateizzazione del debito.


una guida pratica all' intimazione di pagamento

Alla rateizzazione ho dedicato un apposito post; qui mi limito a fornirti qualche flash per darti quattro basilari criteri sui quali fondare la tua valutazione di convenienza della rateizzazione dell' intimazione di pagamento:


  1. normalmente puoi rateizzare in massimo 72 rate mensili (6 anni);

  2. la richiesta di rateazione è accolta automaticamente per importi non superiori ad € 120.000;

  3. dalla data della richiesta non possono essere avviate procedure esecutive nei tuoi confronti;

  4. il pagamento della prima rata comporta l’estinzione delle procedure esecutive già iniziate.


Nella sostanza, avvalendoti della rateizzazione regolarizzi a tutti gli effetti la tua posizione e ti predisponi per un lento ma progressivo pagamento integrale del debito.


Nel compiere questa valutazione tieni conto che la rateizzazione e l'impugnazione dell'intimazione di pagamento davanti al giudice solo due soluzioni che possono anche coesistere: è infatti possibile rateizzare l'intimazione ed al contempo impugnarla; questa soluzione, in particolare, consente di contestare l'intimazione (se si ritiene che essa sia viziata) ed evitare di essere assoggettati al pignoramento.


9. La terza valutazione da compiere (rischi connessi a non fare niente)

A questo punto, verrebbe da dire che le valutazioni che devi compiere sono finite e che alla fine dei salmi devi scegliere se impugnare l’intimazione oppure rateizzare il debito (o entrambe).


In realtà non è così perché hai un’ulteriore opzione da valutare.


Nel tuo caso specifico, infatti, potrebbero non ricorrere i presupposti per impugnare l’intimazione e magari potresti trovarti nell’impossibilità di chiedere la rateazione o comunque di rispettarla.


Anche in questa eventualità devi essere in grado di valutare i rischi che stai correndo; ecco allora alcuni parametri che devi attentamente ponderare.


Tieni anzitutto a mente che il tuo debito continuerà ad incrementare di anno in anno del 2,68% pari al tasso degli interessi di mora.


Devi poi tener conto anche di quelle che sono le possibili azioni cautelari ed esecutive che l’Agenzia delle Entrate Riscossione potrebbe intraprendere nei tuoi confronti, di modo da essere consapevole di cosa rischi e di cosa non rischi; ecco allora i 6 parametri che devi valutare:


  1. l’iscrizione di ipoteca sulla tua casa o comunque su tuoi immobili (che potrebbe impedirti di venderla senza la previa estinzione del debito indicato nell'intimazione) è possibile solo quando il debito è pari ad almeno € 20.000; quindi se il tuo debito è inferiore non ti devi preoccupare di questa misura cautelare;

  2. il preavviso di fermo dei tuoi beni mobili registrati (autovetture, furgoni, motocicli, ecc..), è sempre possibile tranne nel caso in cui il veicolo sia strumentale alla tua attività di impresa o professionale; quindi, non ti devi preoccupare di questa misura cautelare se, per esempio, sei un piccolo imprenditore individuale e l’unico mezzo che hai è l’autovettura intestata alla ditta;

  3. il pignoramento presso terzi invece è sempre possibile; normalmente questo tipo di pignoramento riguarda i soldi che hai sul tuo conto corrente; l’Agenzia delle Entrate Riscossione, infatti, utilizzando le banche dati che ha a disposizione riesce a vedere se hai soldi depositati su conti correnti e quindi può aggredirli;

  4. anche il pignoramento di salari e stipendi è sempre possibile seppur entro determinati limiti;

  5. pure il pignoramento mobiliare è sempre possibile ma nella pratica non è mai utilizzato; solo teoricamente, quindi, è possibile che ti vengano pignorati gli arredi della casa;

  6. infine il pignoramento immobiliare, e cioè il pignoramento della tua casa e dei tuoi immobili, è possibile solo per debiti maggiori di € 120.000; e comunque, a prescindere dall’ammontare del debito, non può esserti pignorata la casa in cui hai la residenza se si tratta dell’unico immobile di cui sei proprietario (chiaramente non si deve trattare di un immobile di lusso).

Con questi 6 parametri sei in grado di renderti conto di cosa rischi se dopo la notifica dell'intimazione di pagamento decidi di non impugnarla e non puoi chiedere o comunque rispettare la rateazione.


Facciamo qualche esempio:

Se sei un libero professionista, che vive in affitto, con l'autovettura che costituisce un bene strumentale per l’attività e con una certa disponibilità finanziaria sul conto corrente, rischi nella sostanza che l’Agenzia delle Entrate Riscossione ti pignori le somme depositate in banca.

Se invece sei un piccolo imprenditore individuale, con un debito verso l’Agenzia delle Entrate Riscossione di € 115.000,00, hai una casa di proprietà e un fondo commerciale, sai che non ti potranno essere pignorati gli immobili; ma sai anche che devi stare molto attento perché con il passare degli anni il debito aumenta (per via degli interessi) e al raggiungimento dell’importo di euro 120.000 i pignoramenti immobiliari potranno iniziare.

Se invece sei un dipendente di un’azienda privata che vive in affitto, con un motorino, sai che con ogni probabilità ti verrà pignorato parte dello stipendio (poiché molto più sicuro del pignoramento di un motorino).


10. Conclusioni

In conclusione, se hai ricevuto un' intimazione di pagamento dall'Agenzia delle Entrate Riscossione valutata attentamente se nel tuo caso specifico ti conviene fare il contenzioso oppure rateizzare (od entrambe le cose insieme); se poi, per un motivo o per l'altro, non può intraprendere nessuna delle due strade pondera attentamente i rischi.


Come sempre spero che questo post ti sia stato d’aiuto e di averti fornito qualche parametro concreto che possa aiutarti nel compiere le tue valutazioni.


Ti ricordo anche che se hai ricevuto un'intimazione di pagamento e hai bisogno di assistenza per decidere quale è la migliore opzione nel tuo caso specifico puoi richiederci una pre-analisi gratuita cliccando su questo link.


Infine se ti è rimasto qualche dubbio o hai bisogno di qualche chiarimento mi puoi scrivere nei commenti qui sotto.


Avv. Alberto Bindi

 

Puoi scaricare il testo in .pdf di questo post.

Intimazione di pagamento
.pdf
Download PDF • 306KB

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page