Fermo amministrativo auto 2026: la guida legale completa a verifica, difesa e cancellazione
- Avv. Alberto Bindi
- 15 set 2025
- Tempo di lettura: 14 min
Aggiornamento: 14 gen
Fermo amministrativo auto - Come difendersi efficacemente dalle "ganasce fiscali" e sbloccare il proprio veicolo; analisi normativa, giurisprudenza e strategie pratiche
Aggiornato al 12/1/2026
L'iscrizione del fermo amministrativo auto è uno degli strumenti più temuti dai contribuenti. Ricevere un preavviso di fermo dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione genera immediata preoccupazione. Il veicolo non può circolare. Il lavoro è a rischio. La vita quotidiana si complica sensibilmente. Tuttavia, la legge offre strumenti precisi per difendersi. Spesso la misura risulta illegittima per vizi di forma, per mancata notifica degli atti presupposti o perché colpisce beni essenziali per la professione.
Sono un avvocato tributarista (Chi sono) ho assistito clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. Blog, video e podcast) - e ho maturato molta esperienza al riguardo.
Nel mio studio vedo spesso persone disperate perché il loro unico mezzo di trasporto è stato bloccato dal fisco. Capisco la tua preoccupazione: non poter usare l'auto significa non poter accompagnare i figli a scuola, non poter raggiungere il posto di lavoro o non poter svolgere la propria attività imprenditoriale. Proprio per questo, ho redatto questa guida completa e aggiornata al 2026 per analizzare ogni aspetto legale del fermo amministrativo auto e indicarti la strada corretta per liberare il tuo veicolo in modo definitivo e sicuro.
INDICE
Cosa è il fermo amministrativo auto?
Su quali beni può essere iscritto il fermo ?
Esiste un limite di valore ? Il principio di proporzionalità
Quando scatta l'iscrizione del fermo ?
Quanto dura il fermo ?
Cos'è il preavviso di fermo e perché è fondamentale per la difesa?
Come salvare l'auto aziendale: la tutela dei beni strumentali?
Qual è l'attuale orientamento della Cassazione sulla strumentalità?
Cosa succede se l'auto è cointestata a un non debitore?
Quando il fermo è nullo per vizi di notifica o prescrizione?
Come cancellare o sospendere il fermo: pagamento e rateizzazione?
Se ho un auto con il fermo devo pagare la tassa automobilistica ?
Fermi amministrativi su auto e possibilità di venderla
Cosa fare se hai acquistato un' auto con il fermo ?
Posso demolire il veicolo con fermo amministrativo ?
Posso circolare con l'auto ?
Cosa comporta il fermo amministrativo ?
Domande frequenti (FAQ) sul fermo amministrativo
Vuoi verificare se il fermo sulla tua auto è legittimo?
1. Cosa è il fermo amministrativo auto?
Il fermo amministrativo auto è una misura cautelare disciplinata dall'art. 86 del DPR n. 602/1973, utilizzata dall'Agente della Riscossione per bloccare un bene mobile registrato (come l'auto) al fine di indurre il debitore al pagamento.
Il "fermo amministrativo" è l'atto con cui l'Agenzia delle Entrate Riscossione provvede al blocco della disponibilità di un bene mobile registrato (come l'auto) di proprietà di un debitore, iscrivendo tale vincolo presso i pubblici registri (PRA).
Per difendersi dal fermo amministrativo auto, bisogna prima comprenderne la natura giuridica; molti contribuenti, infatti, lo confondono erroneamente con il pignoramento o con l'espropriazione forzata.
Nella mia esperienza professionale, chiarisco sempre ai clienti che la giurisprudenza, e in particolare le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ha cristallizzato questo aspetto fondamentale: il fermo amministrativo di beni mobili registrati non è un atto di espropriazione forzata; il suo scopo principale non è vendere il bene direttamente (come accadrebbe in un pignoramento), ma "stimolare" il debitore al pagamento.
2. Su quali beni può essere iscritto il fermo ?
L'Agenzia delle Entrate Riscossione, secondo quanto previsto dall'art 86, co 2, DPR 602/1973, può iscrivere il fermo amministrativo esclusivamente sui beni mobili registrati cioè: veicoli, autoscafi e aeromobili.
Conseguentemente, nella stragrande maggior parte dei casi il fermo amministrativo riguarda gli autoveicoli e i motoveicoli iscritti al PRA (Pubblico Registro Automobilistico).
3. Esiste un limite di valore ? Il principio di proporzionalità
L'art. 86 DPR 602/1973 non prevede un limite minimo di legge (come i 20.000€ per l'ipoteca), ma il fermo può essere annullato se il debito è irrisorio rispetto al valore del mezzo.
È legittimo fermare un'auto di lusso o un furgone da lavoro per un debito di poche centinaia di euro? Sebbene l'art. 86 del DPR n. 602/1973 non fissi un limite minimo di debito esplicito, i giudici applicano sempre più spesso il principio costituzionale di proporzionalità e ragionevolezza dell'azione amministrativa.
Nel mio studio utilizziamo spesso questo argomento per contestare fermi "punitivi".
La C.G.T. I Torino, 13/11/2023, n. 817 ha accolto il ricorso di un contribuente per un debito di circa 1.900 euro, ritenendo sproporzionata la misura che impediva l'esercizio della professione a fronte di un debito tutto sommato contenuto. Ancora più netto il giudizio della CTP Como, 22/02/2017, n. 63, che ha considerato illegittimo il fermo se palesemente sproporzionato rispetto al debito erariale complessivo.
Un caso emblematico è quello trattato dalla CTP Lecce, 16/01/2020, n. 199: il giudice ha annullato un fermo iscritto su un autocarro del valore di ben 12.000 euro a fronte di un debito di soli 157 euro. In questo caso è stato ravvisato un evidente "eccesso di potere" per violazione del principio di proporzionalità. Se il valore dell'auto è enormemente superiore al debito, il fermo può e deve essere contestato come atto vessatorio e illegittimo.
4. Quando scatta l'iscrizione del fermo ?
L'Agente della Riscossione, come previsto dall'art 86 DPR 602/1973, può iscrivere il fermo solo dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento (o 90 giorni dalla notifica dell'avviso di accertamento) e solo previa notifica di un preavviso di iscrizione.
Il presupposto perché l’Agenzia delle Entrate Riscossione possa iscrivere il fermo sulla tua autovettura (o su un altro veicolo) è che ti sia stata precedentemente notificata una cartella esattoriale (oppure un avviso di accertamento esecutivo). Una volta passati sessanta giorni dalla notifica della cartella esattoriale, oppure novanta giorni dalla notifica dell'accertamento esecutivo, se non hai pagato quanto dovuto ecco che l’Agenzia delle Entrate Riscossione acquisisce il potere di iscrivere il fermo sui tuoi veicoli ed a tal fine ti notifica una comunicazione (il così detto "preavviso di fermo amministrativo") con la quale ti informa che, in mancanza del pagamento delle somme dovute entro i successivi 30 giorni, procederà ad iscrivere il fermo al PRA; e infatti, se entro tale termine non paghi l'importo dovuto l'Ufficio provvederà ad iscrivere il fermo al PRA.
Esempio Pratico: Se ricevi una cartella il 1° marzo, l'Agente della Riscossione non può nemmeno inviarti il preavviso di fermo prima del 1° maggio. Qualsiasi atto compiuto prima di questo termine è radicalmente nullo.
5. Quanto dura il fermo ?
Il fermo amministrativo auto dura sin tanto che non viene estinto il debito garantito; ma può venire meno (senza pagamento) qualora l'auto sia strumentale all'attività di impresa o professionale oppure sia destinata a persona diversamente abile o, ancora, qualora venga accertata da un giudice la illegittimità del fermo.
6. Cos'è il preavviso di fermo e perché è fondamentale per la difesa?
Il preavviso di fermo è la comunicazione obbligatoria (art. 86, co 2, DPR 602/73) che concede al contribuente 30 giorni per pagare o dimostrare la strumentalità del bene prima dell'iscrizione effettiva al PRA.
La legge è tassativa su questo punto. La procedura di iscrizione del fermo deve essere avviata obbligatoriamente con la notifica al debitore di una comunicazione preventiva. Questo atto deve contenere un avviso chiaro e inequivocabile: se non paghi le somme dovute entro trenta giorni dalla notifica, il fermo sarà eseguito mediante iscrizione nei registri mobiliari (PRA) senza ulteriore comunicazione.
Nel mio studio consideriamo il preavviso di fermo come l'atto centrale per la difesa del contribuente. È un atto autonomamente impugnabile davanti al Giudice Tributario. Questo principio di garanzia è stato sancito definitivamente dalle Sezioni Unite della Cassazione con la sentenza Cass. Sez. Unite, 11/05/2009, n. 10672.
Sebbene il preavviso di fermo non sia espressamente elencato tra gli atti impugnabili dell'art. 19 del D.Lgs. n. 546/1992, la tutela del contribuente impone che sia ricorribile per via giudiziaria. È infatti il primo atto con cui il cittadino viene a conoscenza di una misura imminente e lesiva del proprio patrimonio. Se hai ricevuto questo preavviso, devi agire subito. Hai una finestra di soli 30 giorni per evitare il blocco amministrativo. È proprio in questa fase cruciale che possiamo eccepire con successo:
la mancata notifica delle cartelle di pagamento precedenti (il vizio più comune);
la sopravvenuta prescrizione del debito (molto frequente per bollo auto e multe);
la strumentalità del bene all'attività lavorativa;
errori di calcolo o pagamenti già effettuati.
Per una panoramica completa dei motivi di nullità del fermo leggiti questo post: TRUCCHI PER TOGLIERE FERMO AMMINISTRATIVO AUTO: Guida per difendersi e annullare il blocco
Ricorda: una volta che il fermo è iscritto al PRA, rimuoverlo è più lungo e complesso. Agire sul preavviso è la strategia più intelligente ed economica.
7. Come salvare l'auto aziendale: la tutela dei beni strumentali?
Se dimostri entro 30 giorni che il veicolo è strumentale alla tua attività professionale o d'impresa, il fermo non può essere iscritto, ai sensi dell'art. 86, comma 2, DPR 602/73.
Uno degli strumenti di difesa più potenti ed efficaci è previsto direttamente dalla legge a tutela del lavoro. La legge introduce una fondamentale clausola di salvaguardia per chi utilizza il veicolo per produrre reddito. Il fermo non viene eseguito se il debitore dimostra, entro trenta giorni dal ricevimento del preavviso, che il bene mobile è strumentale all'attività di impresa o della professione esercitata. Se vuoi approfondire la questione leggiti questo post: Fermo amministrativo auto strumentale: come ottenere l'annullamento per professionisti e imprenditori.
Questa norma ha una ratio profondamente logica: mira a tutelare la capacità produttiva del contribuente. Bloccare l'auto di un agente di commercio, il furgone di un artigiano o il mezzo di un medico significherebbe impedirgli di lavorare e, paradossalmente, di guadagnare le somme necessarie per pagare i debiti futuri verso lo Stato.
Per ottenere questa tutela, però, il contribuente ha un preciso onere della prova. Nella mia esperienza professionale, ho notato che molti pensano basti una semplice autocertificazione. Non è così. Bisogna produrre documentazione specifica e inoppugnabile.
Casi di successo nella giurisprudenza di merito:
professionisti: la C.G.T. I Genova, 04/04/2023, n. 201 ha accolto il ricorso di un collega avvocato, ritenendo che l'autoveicolo utilizzato per gli spostamenti quotidiani presso tribunali e clienti avesse una valenza strumentale idonea a sottrarlo al fermo; in quel caso, l'inserimento del veicolo tra i cespiti ammortizzabili in contabilità è stato ritenuto un elemento probatorio fondamentale.
moto e professione: anche la C.G.T. I Milano, 25/05/2023, n. 1926 ha annullato un fermo su un motoveicolo di un professionista, ritenendo provata la strumentalità per la rapidità degli spostamenti urbani legati al lavoro;
agenti di commercio: la CTR Milano, 29/12/2021, n. 4769 ha ritenuto fondamentale l'uso di una station wagon per il trasporto del campionario, considerando il mezzo "insostituibile" rispetto ad altre vetture più piccole possedute dal contribuente.
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8. Qual è l'attuale orientamento della Cassazione sulla strumentalità?
La Cassazione adotta oggi un criterio molto restrittivo: non basta possedere una partita IVA, ma occorre provare che il veicolo sia indispensabile e inererente ai risultati economici aziendali.
La Corte di Cassazione, negli ultimi mesi, sta adottando un orientamento molto più rigoroso rispetto ai giudici di primo grado. Non bisogna illudersi che basti avere una partita IVA per salvare automaticamente l'auto dalle "ganasce fiscali".
L'ordinanza Cass. n. 34813 del 29/12/2024 ha stabilito dei paletti molto rigidi. La Suprema Corte afferma che non basta essere professionisti o imprenditori. Occorre dimostrare che l'auto è un "bene strumentale in senso stretto", ovvero assolutamente necessario per l'esercizio dell'attività. Il giudice di legittimità fa esempi che non lasciano spazio a dubbi: un escavatore per un'impresa edile è indubbiamente strumentale; un'auto usata "solo" per raggiungere lo studio professionale da casa potrebbe non esserlo, potendo il professionista usare mezzi pubblici o altri mezzi.
Ancora più recente e severa è l'ordinanza Cass. n. 7156 del 17/03/2025. In questa pronuncia, la Corte ha confermato che non è sufficiente la mera iscrizione del bene nel registro dei beni ammortizzabili o l'esibizione della fattura di acquisto con IVA detratta. Bisogna provare la "stretta inerenza" del veicolo ai risultati economici aziendali.
Se il veicolo è a uso promiscuo (usato sia per il lavoro che per la vita privata della famiglia), la difesa diventa estremamente complessa. La Corte richiede la prova che l'attività non possa essere materialmente esercitata senza quel veicolo specifico. Questo significa che il ricorso va costruito con estrema cura chirurgica, allegando prove concrete come:
ordini di servizio o agende appuntamenti;
contratti con clienti che impongono spostamenti fuori sede;
schede carburante dettagliate e fatture di manutenzione;
documentazione che attesti l'assenza di altri mezzi idonei nel parco auto familiare.
Senza queste prove, il rischio di vedersi respinto il ricorso è altissimo.
9. Cosa succede se l'auto è cointestata a un non debitore?
Il fermo su un'auto cointestata è considerato illegittimo dalla giurisprudenza prevalente perché danneggerebbe ingiustamente il comproprietario estraneo al debito.
Cosa accade se l'auto è intestata a due persone (magari marito e moglie o soci), ma solo una delle due ha pendenze con il fisco? Questo è un caso che nel mio studio capita di affrontare. Tecnicamente, il fermo amministrativo auto colpisce il bene nella sua interezza, impedendone fisicamente la circolazione su strada. Questo crea un danno evidente e ingiusto al comproprietario che non ha alcun debito e che si vede privato del proprio diritto di utilizzare il bene.
Sono diverse le sentenze che si sono pronunciate sulla questione, se ti interessa approfondire l'argomento leggiti questo post: Fermo amministrativo auto cointestata.
Se ti trovi in questa situazione, il ricorso è la strada maestra. L'Agente della Riscossione non ha il potere di bloccare un bene che appartiene pro-quota a chi non c'entra nulla con le cartelle esattoriali. Clicca qui per richiederci una preanalisi del tuo caso.
10. Quando il fermo è nullo per vizi di notifica o prescrizione?
Il fermo è nullo se la cartella di pagamento non è stata correttamente notificata prima o se il debito è caduto in prescrizione (es. 10 anni per IRPEF ed IVA, 5 anni per le sazioni e 3 anni per il bollo auto).
Nella mia esperienza, la stragrande maggioranza dei fermi amministrativi viene annullata non per ragioni di merito, ma per "vizi formali" insormontabili. Il vizio principe, quello che definisco il "killer" dei fermi, è la mancata o irregolare notifica della cartella di pagamento presupposta.
La legge prevede una sequenza di atti obbligatoria e concatenata. Prima di poter anche solo ipotizzare un fermo, l'ente deve darti prova di averti notificato regolarmente la cartella (o l'avviso di accertamento). Se la cartella (o l'avviso di accertamento) non è stata notificata correttamente (ad esempio notificata a un indirizzo vecchio o a persona non legittimata), l'intero procedimento successivo è nullo. La Cassazione n. 25514/2018 ha ribadito con forza che l'omissione della notifica dell'atto presupposto costituisce un vizio procedurale insanabile che comporta la nullità automatica dell'atto consequenziale. Anche la CTP Milano, 29/10/2014, n. 9202 ha annullato un fermo proprio perché l'Agenzia non ha saputo fornire la prova della notifica delle cartelle prodromiche.
Un altro pilastro della difesa è la prescrizione: anche se la cartella fosse stata notificata regolarmente molti anni fa, il credito potrebbe essere semplicemente "scaduto"; ecco i principali termini di prescrizione:
bollo auto 3 anni (art 5 DL 953/1982);
multe stradali 5 anni (art 209 CS);
contributi INPS 5 anni (Legge 335/1995);
IRPEF / IVA 10 anni (art 2946 cc).
Se della cartella e l'invio del preavviso di fermo sono trascorsi questi anni senza che l'Agenzia ti abbia inviato altri atti interruttivi (come solleciti o intimazioni), il debito giuridicamente non esiste più. Il Tribunale di Catania, sent. n. 5529/2024, ha recentemente dichiarato l'inefficacia di un provvedimento proprio per intervenuta prescrizione dei crediti previdenziali. Analizzare l'estratto di ruolo è il primo passo che compio per ogni cliente: spesso scopriamo che l'Agente della Riscossione sta cercando di bloccare un'auto per debiti "morti" da un decennio. Clicca qui per richiederci una preanalisi del tuo caso.
11. Come cancellare o sospendere il fermo: pagamento e rateizzazione?
Per sbloccare l'auto (senza fare un contenzioso) è necessario pagare il debito o ottenere una rateizzazione: pagata la prima rata, il fermo viene sospeso e si può tornare a circolare.
Se dopo un'attenta analisi con l'assistenza di un professionista emerge che non ci sono i presupposti legali per un ricorso, l'unica via percorribile è la regolarizzazione del debito. Ma attenzione: non serve necessariamente pagare tutto il debito in un'unica soluzione per tornare subito al volante.
La legge offre la preziosa possibilità della rateizzazione. Ai sensi dell'art. 19 del DPR n. 602/1973, puoi chiedere di pagare il debito a rate (solitamente fino a 84 o 120 rate mensili).
Ecco la procedura per tornare a guidare:
presenti domanda di rateizzazione all'Agenzia delle Entrate-Riscossione;
ricevi il piano di ammortamento e paghi la prima rata;
con la ricevuta del primo pagamento, l'Agente della Riscossione rilascia un provvedimento di sospensione del fermo;
porti questo documento al PRA (o lo fai telematicamente) per annotare la sospensione;
da quel momento puoi circolare legittimamente.
La cancellazione definitiva del fermo avverrà solo al pagamento dell'ultimissima rata del piano. È una soluzione estremamente pratica che permette di riprendere l'uso immediato del mezzo diluendo il peso economico del debito nel tempo. Se vuoi approfondire l'argomento leggititi questo post: Sospensione fermo amministrativo auto tramite rateizzazione e ricorso: procedura per tornare a circolare.
12. Se ho un auto con il fermo devo pagare la tassa automobilistica ?
Purtroppo si, devi continuare a pagare la tassa automobilistica: la debenza di questa tassa, infatti, permane anche durante il periodo in cui il veicolo è sottoposto al fermo.
13. Fermi amministrativi su auto e possibilità di venderla
L'iscrizione del fermo amministrativo non ti vieta di vendere l' auto sulla quale è stato iscritto; il mezzo, infatti, può essere venduto ma il fermo resta iscritto (nonostante la cessione) a garanzia dei debiti che è teso a garantire; nella prassi, perciò, è difficile trovare un soggetto disposto ad acquistare un mezzo sul quale è iscritto il fermo (perché di fatto acquisisce un veicolo che non può circolare sin tanto che il debito non è stato estinto).
14. Cosa fare se hai acquistato un' auto con il fermo ?
Se, come visto, l'iscrizione del fermo non impedisce al proprietario del mezzo di vendere il veicolo ne consegue che qualcheduno può ritrovarsi ad avere incautamente acquistato un'auto con un fermo iscritto. Questo spesso accade perché il venditore non sapeva che sul suo veicolo era iscritto il fermo. In questa eventualità le opzioni possibili per l'acquirente non sono molte: i) può accordarsi con il venditore affinché quest'ultimo provveda al pagamento dei debiti a garanzia dei quali l'Ufficio ha iscritto il fermo (perché a fronte del pagamento il fermo viene cancellato); ii) può fare causa al venditore per essere ristorato del danno subito, iii) può pagare direttamente il debito del venditore così da ottenere la cancellazione del fermo e poi, eventualmente, fare causa al venditore; tieni comunque conto che normalmente non conviene economicamente fare causa.
15. Posso demolire il veicolo con fermo amministrativo ?
No. In linea di massima non è possibile demolire l'auto sulla quale è iscritto il fermo amministrativo; questo perché il fermo impedisce agli autodemolitori di chiedere la cancellazione del veicolo dal PRA, in quanto è necessario ottenere preventivamente la revoca del fermo amministrativo. Soltanto nel caso in cui, su dichiarazione della Pubblica autorità, emerga che il mezzo ha subito danni consistenti oppure è andato distrutto è allora ammessa la demolizione con il fermo.
16. Posso circolare con l'auto ?
La sentenza n. 16878/2022 della Corte di Cassazione ha chiarito che se circoli con un mezzo sottoposto a fermo sei passibile di una sanzione amministrativa da 1.988 € a 7.953 € (nello stesso senso si è pronunciato il Ministero dell'Interno con la circolare del 22/11/2022).
Ad oggi, quindi, se si circoli con un auto con fermo amministrativo:
rischi una multa di almeno € 2.000;
non sono previste sanzioni penali;
non è prevista la confisca del mezzo; 4) non è prevista la revoca della patente.
In ogni caso, ricordati che non è mai consigliabile circolare con un' auto con fermo amministrativo in quanto potrebbero esserci problemi sotto il profilo assicurativo: in caso di sinistro nel quale è coinvolto un mezzo in stato di fermo l'assicurazione potrebbe non coprire.
17. Cosa comporta il fermo amministrativo ?
In sintesi possiamo dire che il fermo determina:
il divieto di circolare: non puoi utilizzare il mezzo;
il divieto di rottamare il mezzo: non puoi radiare o demolire il veicolo;
sanzioni in caso di utilizzo: se circoli con il veicolo rischi pesanti sanzioni amministrative (oltre al fatto che l'assicurazione potrebbe non coprire).
Cosa invece non comporta il fermo:
non ti impedisce di vendere l'auto: il fermo non determina un divieto di vendere il mezzo;
non interrompe l'obbligo di pagare la tassa automobilistica: devi continuare a pagarlo regolarmente.
18.Domande frequenti (FAQ) sul fermo amministrativo
Cos'è il fermo amministrativo auto?
Il fermo amministrativo è un atto cautelare con cui l'Agenzia delle Entrate-Riscossione blocca un veicolo del debitore per crediti non pagati (tasse, multe, contributi), impedendone la circolazione e la vendita.
Posso circolare con l'auto sottoposta a fermo?
No, la circolazione è vietata. In caso di controllo, rischi multe fino a quasi 8.000 euro.
Come si toglie il fermo amministrativo?
Il fermo si toglie pagando l'intero debito (cancellazione), oppure ottenendo una rateizzazione e pagando la prima rata (sospensione), dimostrando la strumentalità del veicolo all'attività di impresa o professionale o, ancora, facendo ricorso all'autorità giudiziaria se l'atto è illegittimo.
Quanto tempo dura il fermo amministrativo?
Il fermo non ha una "scadenza" automatica. Rimane iscritto al PRA fino a quando il debito non viene estinto o il provvedimento non viene annullato da un giudice.
19.Vuoi verificare se il fermo sulla tua auto è legittimo?
Non lasciare che un provvedimento potenzialmente illegittimo blocchi la tua vita quotidiana e il tuo lavoro. Nel mio studio analizziamo posizioni debitorie complesse. Posso aiutarti analizzando la tua posizione, verificando la legittimità o meno del fermo ed individuando la strategia migliore per evitare il blocco del veicolo. Sono un avvocato tributarista (Chi sono) ho assistito clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. Blog, video e podcast) - e ho maturato molta esperienza al riguardo. Contattami oggi stesso cliccando su questo link per una preanalisi della tua specifica situazione.
Avv. Alberto Bindi