Sospensione fermo amministrativo con la prima rata (2026)
Aggiornamento: 4 giorni fa
Di Avv. Alberto Bindi, avvocato cassazionista e tributarista del Foro di Firenze. Ultimo aggiornamento: 30/10/2026.
In breve: la sospensione del fermo amministrativo ti permette di tornare a guidare senza pagare subito tutto il debito: la ottieni rateizzando e pagando la prima rata, oppure chiedendola al giudice con il ricorso. Hai l'auto bloccata e ti serve subito? In questo post trovi come chiedere la sospensione all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, quanto tempo serve, cosa succede al PRA e quando conviene invece il ricorso. Sono un avvocato cassazionista e tributarista con studio a Firenze e assisto contribuenti in tutta Italia contro l'Agente della Riscossione: nel capitolo dedicato a perché rivolgersi a me trovi i casi giudiziari di cui mi sono occupato.

Capisco la frustrazione di vedere l'auto ferma in garage. Nella mia esperienza professionale molti contribuenti pensano che l'unico modo per tornare a guidare sia pagare tutto e subito. Non è così: la legge prevede due strade per sospendere il fermo, una amministrativa e una giudiziale.
INDICE
Cos'è la sospensione del fermo amministrativo?
La sospensione del fermo amministrativo è il provvedimento che "congela" gli effetti del fermo iscritto al PRA e ti consente di circolare di nuovo, senza cancellarlo: si ottiene pagando la prima rata di una rateizzazione (art. 19 DPR 602/1973) oppure con un'ordinanza del giudice (art. 47 DLgs 546/1992).
Il fermo è la misura con cui l'Agente della Riscossione vieta la circolazione del veicolo del debitore che non ha pagato (art. 86 DPR 602/1973). Non è un pignoramento: è una misura cautelare, che serve a spingerti a pagare (Cass. SU 15354/2015).
Sospensione e cancellazione sono cose diverse:
Effetto | Sospensione | Cancellazione |
Puoi circolare | Sì | Sì |
Puoi vendere o rottamare l'auto | No | Sì |
Il vincolo resta al PRA | Sì, sospeso | No |
Quando si ottiene | Prima rata pagata o ordinanza del giudice | Debito pagato o fermo annullato |
Come ottenere la sospensione del fermo pagando la prima rata?
Chiedi la rateizzazione all'Agenzia delle Entrate-Riscossione per tutti i debiti indicati nel fermo: pagata la prima rata, il fermo viene sospeso e la sospensione è trasmessa al PRA per via telematica, senza che tu debba fare altro (Guida Agenzia delle Entrate-Riscossione "La nuova rateizzazione delle cartelle di pagamento", gennaio 2025).
I passaggi sono questi:
scarica l'estratto di ruolo e individua tutte le cartelle per cui è stato iscritto il fermo;
presenta la domanda di rateizzazione online, nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, via PEC o allo sportello;
ricevuto il piano di ammortamento, paga la prima rata;
l'Agenzia delle Entrate-Riscossione sospende il fermo e trasmette la sospensione al PRA;
verifica con una visura PRA che il fermo risulti sospeso, poi torna a guidare.
Attenzione al punto più delicato: la sospensione scatta solo se nella rateizzazione hai incluso tutti i debiti per cui il fermo è stato iscritto. Se ne dimentichi uno, il fermo resta pienamente operativo. È un errore che nel mio studio vedo spesso.
Esempio: il fermo è iscritto per tre cartelle (IRPEF, bollo e una multa). Chiedi la rateizzazione solo per l'IRPEF e paghi la prima rata: il fermo non si sospende. Devi rateizzare tutte e tre le cartelle, anche con domande separate.
Quante rate si possono chiedere nel 2026?
Per le domande presentate nel 2025 e nel 2026 puoi ottenere fino a 84 rate mensili su semplice richiesta, se il debito di ogni domanda non supera 120.000 euro; fino a 120 rate se documenti una temporanea difficoltà economica (art. 19, co. 1 e 1.1, DPR 602/1973).
Anno della domanda | Rate senza documentare la difficoltà | Rate con difficoltà documentata |
2025 e 2026 | Fino a 84 | Da 85 a 120 |
2027 e 2028 | Fino a 96 | Da 97 a 120 |
Dal 2029 | Fino a 108 | Da 109 a 120 |
Ogni rata deve essere di almeno 50 euro e sulle somme rateizzate si pagano gli interessi di dilazione. Puoi presentare domande separate: se decadi da una, le altre restano valide.
La domanda di rateizzazione blocca il fermo?
La domanda di rateizzazione impedisce all'Agente della Riscossione di iscrivere nuovi fermi, salvo rigetto o decadenza, ma non elimina il fermo già iscritto: per circolare devi aspettare il pagamento della prima rata (art. 19, co. 1-quater, DPR 602/1973).
Per questo il momento migliore per rateizzare è quando ricevi il preavviso di fermo: se presenti la domanda nei 30 giorni, il fermo non viene iscritto e non devi chiedere nessuna sospensione.
Se invece il fermo è già iscritto, la domanda da sola non basta. Finché la prima rata non è pagata e la sospensione non è registrata, circolare espone a una multa da 1.984 a 7.937 euro (art. 214, co. 8, DLgs 285/1992).
Ti serve l'auto e vuoi sapere qual è la strada più rapida per tornare a guidare? Chiedi una preanalisi della tua posizione.
Cosa succede se smetto di pagare le rate?
Se non paghi 8 rate, anche non consecutive, decadi dalla rateizzazione: il debito residuo diventa subito esigibile e il fermo sospeso torna operativo (art. 19, co. 3, DPR 602/1973).
La sospensione dura quanto il piano. Il fermo viene cancellato definitivamente solo quando paghi l'ultima rata, e anche la cancellazione è trasmessa al PRA dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, senza spese per te (art. 7, co. 2, lett. gg-octies, DL 70/2011).
Come chiedere al giudice la sospensione del fermo?
Se il fermo è illegittimo, puoi impugnarlo e chiedere al giudice di sospenderlo in via d'urgenza mentre la causa è in corso: servono la probabile fondatezza del ricorso e il rischio di un danno grave e irreparabile (art. 47 DLgs 546/1992).
Nella mia pratica professionale uso questa strada quando trovo vizi seri: cartella non notificata, debito prescritto, ufficio incompetente, auto cointestata o strumentale. Al giudice devo dimostrare due requisiti:
fumus boni iuris: il ricorso ha buone probabilità di essere accolto, per esempio perché il debito è palesemente prescritto;
periculum in mora: il fermo ti causa un danno grave, come l'impossibilità di lavorare.
Nei casi urgenti il giudice può sospendere anche prima di sentire l'Agente della Riscossione. È successo, per esempio, per il preavviso di fermo su una moto cointestata a un terzo: la CGT di Trieste ha sospeso l'atto subito e poi ha accolto il ricorso (CGT I Trieste 227/2025).
Il giudice competente dipende dal debito: Corte di giustizia tributaria per le imposte, tribunale per contributi e multe (Cass. SU 10672/2009; Cass. SU 13380/2016). Se il fermo riguarda debiti di natura diversa possono servire più ricorsi.
Il fermo si può sospendere se è sproporzionato?
Sì, il fermo deve rispettare il principio di proporzionalità: se blocca un veicolo di valore consistente per un debito molto basso, o se la maggior parte del debito è stata annullata, è illegittimo e il giudice può sospenderlo e annullarlo (Cass. 32062/2024; CGT II Lazio 7045/2025).
Nel caso deciso dalla CGT di secondo grado del Lazio, la cartella principale (circa 30.000 euro) era stata annullata e restavano debiti per circa 1.600 euro: i giudici hanno ritenuto illegittimo il fermo, richiamando proprio l'ordinanza 32062/2024 della Cassazione (CGT II Lazio 7045/2025). Altri casi:
autocarro da 12.000 euro per 157 euro di debito (CTP Lecce 199/2020);
mezzo di lavoro di un professionista per un debito di 1.962 euro (CGT I Torino 817/2023).
È un argomento utile anche quando il fermo riguarda debiti tributari e contributivi insieme: se si ottiene l'annullamento della parte più consistente, il fermo sul residuo può diventare sproporzionato.
E se l'auto mi serve per lavoro?
Se l'auto è strumentale alla tua impresa o professione, il fermo non deve essere iscritto o va cancellato: lo chiedi con il modello F2 entro 30 giorni dal preavviso o con il ricorso (art. 86, co. 2, DPR 602/1973; Cass. 7156/2025).
La prova però è rigorosa: la Cassazione richiede che il veicolo sia necessario per produrre i ricavi, non solo per spostarsi (Cass. 34813/2024). Se la prova è debole, la rateizzazione con sospensione resta la soluzione più sicura per tornare a lavorare.
Perché rivolgersi all'Avv. Alberto Bindi?
Perché scegliere tra rateizzazione e ricorso cambia tutto: rateizzando paghi un debito che magari non era dovuto, con il ricorso rischi tempi lunghi se non chiedi la sospensione. Serve valutare la tua posizione prima di decidere.
Sono un avvocato cassazionista e tributarista (chi sono) e mi occupo di riscossione: dal mio studio di Firenze assisto contribuenti in tutta Italia contro preavvisi di fermo, fermi, ipoteche e pignoramenti. Puoi leggere i casi giudiziari di cui mi sono occupato.
Nella mia attività professionale verifico l'estratto di ruolo, controllo notifiche e prescrizione e ti indico la strada più rapida per tornare a guidare: una rateizzazione completa di tutte le cartelle o un ricorso con istanza di sospensione.
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Se vuoi approfondire la questione leggiti questo post: Fermo amministrativo auto: si può circolare? (2026).
Clicca sull'immagine per guardare il video:
In sintesi, il video è una guida pratica al fermo dell'auto con 7 accorgimenti per evitarlo o farlo sospendere, tra cui la rateizzazione del debito e il pagamento della prima rata.
Domande frequenti sulla sospensione del fermo amministrativo
Se pago la prima rata posso circolare?
Sì, quando il fermo risulta sospeso. Deve però essere rateizzato tutto il debito per cui è stato iscritto il fermo.
Devo andare al PRA per far annotare la sospensione?
No. È l'Agenzia delle Entrate-Riscossione a trasmettere la sospensione al PRA per via telematica. Conviene comunque controllare con una visura.
Si può chiedere la sospensione del fermo online?
Sì. La rateizzazione si chiede online nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione; la sospensione segue al pagamento della prima rata.
Con il fermo sospeso posso vendere l'auto?
No. Con il fermo sospeso puoi circolare, ma non vendere né rottamare il veicolo fino alla cancellazione.
Se faccio ricorso il fermo si sospende?
Non automaticamente. Serve una richiesta specifica di sospensione nel ricorso e un'ordinanza del giudice che la accolga.
