Prescrizione Cartella Esattoriale: La Guida Completa (2025) sui Termini di 5 e 10 Anni
- Avv. Alberto Bindi
- 4 set 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 18 nov 2025
Prescrizione cartella esattoriale - Una guida semplice e concreta aggiornata al 2025
Aggiornato al 18/11/2025
Hai ricevuto un atto dall'Agenzia dellle Entrate Riscossione per un debito che pensavi fosse ormai "scaduto"? Scopri esattamente come funziona la prescrizione, quali sono i termini da conoscere e come puoi agire per far valere i tuoi diritti. Ho assistito diversi clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. blog, video e podcast) - e ho maturato molta esperienza al riguardo. In questo post vediamo insieme quali sono i termini di prescrizione e quand'è che puoi considerare cancellato un debito appunto per intervenuta prescrizione.
INDICE
1. Cos'è la prescrizione di una cartella esattoriale?
Una delle domande più comuni di fronte a un debito con il fisco è: "ma non è passato troppo tempo?". La prescrizione delle cartelle esattoriali è proprio questo: un principio giuridico che stabilisce che, dopo un certo periodo di tempo in cui l'ente creditore non compie atti per riscuotere il suo credito, il tuo obbligo di pagare si estingue. In parole semplici, se l'Agenzia delle entrate-Riscossione (ex Equitalia) "si dimentica" di te per troppi anni, perde il diritto di chiederti quei soldi. Ma attenzione: capire dopo quanti anni si annulla una cartella esattoriale dipende dalla natura del debito e da regole precise che è fondamentale conoscere.
2. I termini di prescrizione: 10 anni o 5 anni?
Non esiste un unico termine di prescrizione per tutti i debiti. La legge distingue principalmente due scadenze, a seconda del tipo di tributo o sanzione.
Prescrizione ordinaria di 10 anni: questo è il termine generale e si applica a tutti i tributi dovuti allo stato, come l'irpef, l'ires, l'iva e l'irap. Se la tua cartella riguarda una di queste imposte, il termine da tenere a mente è quello decennale.
Prescrizione breve di 5 anni: questo termine più corto si applica a una vasta categoria di debiti, tra cui i tributi locali (come imu e tari), le sanzioni amministrative (incluse le multe stradali) e gli interessi su qualsiasi tipo di imposta. Anche i contributi previdenziali (inps, inail) si prescrivono in 5 anni.
Questa distinzione è cruciale. Una cartella può contenere sia un'imposta con prescrizione a 10 anni, sia le relative sanzioni e interessi che invece si prescrivono in 5 anni.
3. Tabella riassuntiva: i termini di prescrizione delle cartelle esattoriali
Per fare chiarezza, ecco una tabella semplice e diretta con i principali termini di prescrizione dei debiti dell'agenzia entrate e di altri enti.
Natura del Credito | Termine di Prescrizione |
Tributi Erariali (irpef, ires, iva, irap) | 10 anni
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Tributi Locali (imu, tasi, tari) | 5 anni
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Contributi Previdenziali (inps, inail) | 5 anni
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Sanzioni Amministrative (tributarie e non) | 5 anni
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Interessi (su tutti i tributi) | 5 anni
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Multe Stradali | 5 anni
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Bollo Auto | 3 anni |
4. Come si calcola la prescrizione di una cartella esattoriale?
Per comprendere come si calcola la prescrizione occorre fare un passo indietro: la cartella esattoriale deve essere notificata entro precisi termini di "decadenza" ed è solo dopo che è stata notificata che inizia a decorrere il termine di prescrizione (da non confondere, appunto, con i termini di decadenza).
Il calcolo della prescrizione di una cartella esattoriale parte da un momento preciso: il giorno successivo alla scadenza dei 60 giorni che hai per pagare dopo aver ricevuto la notifica della cartella.
Facciamo un esempio pratico:
Ti viene notificata una cartella per IRPEF il 10/3/2025.
Hai 60 giorni per pagare, quindi fino al 9/5/2025.
Il termine di prescrizione di 10 anni inizia a decorrere dal giorno dopo, ovvero dal 10/5/2025.
Se l'Agenzia non ti notifica nessun altro atto, il debito (ipotizzando che la sua prescrizione sia di 10 anni) si prescriverà il 10/5/2035.
In realtà, giusto per precisione, ci sono ulteriori piccoli accorgimenti da tenere in considerazione: così, e continuando nell'esempio fatto, se il 9 maggio 2025 (e cioè il 60° giorno) fosse un giorno festivo allora il termine ultimo di pagamento slitterebbe al giorno successivo 10 maggio 2025 e, conseguentemente, la prescrizione inizierebbe a decorrere dall'11 maggio 2025; inoltre, in alcuni casi il termine di pagamento non è di 60 giorni bensì di 120 giorni di modo che, in queste fattispecie, la prescrizione di regola inizia a decorrere dal 121° giorno (e non dal 61°).
5. I termini per le sanzioni e gli interessi irrogati in cartella
Normalmente le cartelle esattoriali contengono l’intimazione di pagare non sole le imposte ma anche le correlate sanzioni e interessi. Le sanzioni e gli interessi, per qualsiasi tributo (eccettuato il bollo auto) e per ogni tipo di violazione, hanno sempre un termine prescrizionale di 5 anni.
Continuiamo nell'esempio di prima: se la notifica in data 10/3/2025 riguarda una maggiore IRPEF con essa l'Ufficio intimerà il pagamento sia della maggiore imposta sia delle correlate sanzioni e interessi; conseguentemente la prescrizione dell'IRPEF si maturerà il 10/5/2035 mentre la prescrizione delle sanzioni e degli interessi si maturerà ben prima il 10/5/2030.
6. L'interruzione della prescrizione: l'atto che fa ripartire i termini
Questo è un punto fondamentale a cui prestare la massima attenzione. L'Agenzia delle entrate-Riscossione (ex Equitalia) può "azzerare" il conteggio e far ripartire da capo il termine di prescrizione. Questo avviene con l'interruzione della prescrizione della cartella di pagamento.
Qualsiasi atto formale con cui ti viene nuovamente richiesta la somma interrompe i termini. Gli atti interruttivi più comuni sono:
Un'intimazione di pagamento.
Un preavviso di fermo amministrativo o di ipoteca.
Un atto di pignoramento.
Se uno di questi atti ti viene notificato correttamente prima che la prescrizione sia maturata, il conteggio riparte da zero dal giorno successivo alla notifica di questo nuovo atto.
7. La sospensione della prescrizione
Il termine di prescrizione non soltanto può essere interrotto da atti posti in essere dall'Agenzia delle Entrate Riscossione ma, in alcuni casi, può essere anche sospeso. In pratica i giorni di sospensione non vanno conteggiati ai fini del computo della prescrizione. Per esempio, la legge (e cioè l'art. 68 del DL n. 18/2020) a seguito della pandemia COVID19 ha stabilito una sospensione di 24 mesi del termine di prescrizione per i carichi affidati all'Agenzia delle Entrate Riscossione dal 8/3/2020 al 31/12/2021 (in realtà la questione della sospensione COVID19 è molto più complessa....)
Esistono poi altre situazioni che determinano la sospensione del termine di prescrizione, qui sotto te ne propongo una sintesi.
NATURA CREDITO | PERIODO DI SOSPENSIONE | NOTE |
Tutte le entrate | 24 mesi | ruoli affidati dall' 8/3/2020 al 31/12/2021 (questa è la sospensione da covid) |
Tutte le entrate | dal 23/3/2021 al 31/10/2021 | ruoli affidati dal 1/1/2000 al 31/12/2010 di importo residuo alla data del 23/3/2021 sino ad € 5.000 |
Tutte le entrate | dal 1/1/2014 al 15/6/2014 | ruoli affidati sino al 15/10/2013 |
Tutte le entrate | dalla domanda di rateizzazione delle cartelle esattoriali alla decadenza o al rigetto | in caso di rateizzazione del debito portato dalla cartella esattoriale |
Tutte le entrate | dalla domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali alla decadenza della rottamazione | in caso di rottamazione della cartella esattoriale |
8. La prescrizione non è automatica: come farla valere
Ecco un errore comune da evitare: pensare che, una volta trascorso il tempo, il debito sparisca da solo. Non è così. La prescrizione non opera in automatico, ma deve essere formalmente eccepita.
Questo significa che se ricevi un'intimazione di pagamento per un debito che ritieni prescritto, non puoi semplicemente ignorarla. Se non fai nulla, il debito "rivive" e diventa definitivo. Ma allora, come eccepire la prescrizione? L'unico modo è presentare un ricorso contro la cartella esattoriale prescritta (o contro l'atto successivo) davanti al giudice competente (es. la corte di giustizia tributaria). Sarà il giudice, su tua richiesta, a dichiarare ufficialmente estinto il debito.
9. Il ruolo dell'avvocato: perché è fondamentale agire correttamente
Come avrai capito, la materia della prescrizione è tecnica e piena di insidie. Un calcolo sbagliato dei termini, non considerare un atto interruttivo o una causa di sospensione può costarti la possibilità di annullare un debito che non saresti più tenuto a pagare.
Affidarsi a un avvocato per una cartella esattoriale prescritta non è solo una precauzione, ma una necessità strategica. Un professionista esperto saprà:
Analizzare correttamente la tua situazione debitoria e calcolare i termini esatti.
Verificare la validità degli eventuali atti interruttivi notificati.
Redigere e presentare un ricorso fondato nei termini di legge per ottenere l'annullamento del debito.
Dal mio studio di Firenze ho aiutato clienti in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. blog, video e podcast) a risolvere complesse situazioni legate a cartelle esattoriali; se anche tu vuoi valutare se si è maturata la prescrizione nel tuo caso specifico, non aspettare ! Puoi richiederci una pre-analisi gratuita cliccando su questo link.
Avv. Alberto Bindi