Ipoteca Agenzia Entrate: guida completa 2025 a limiti, rischi e difesa
- Avv. Alberto Bindi

- 24 nov 2022
- Tempo di lettura: 13 min
Aggiornamento: 5 gen
Come proteggere i tuoi immobili dalla ipoteca Agenzia Entrate: analisi tecnica delle novità normative e delle sentenze di Cassazione 2024-2025
Aggiornato al 29/12/2025
Ricevere una comunicazione che riguarda i propri immobili genera ansia. Capisco perfettamente il tuo stato d'animo: l'idea che la propria casa, frutto di sacrifici, possa essere "bloccata" dall'ipoteca Agenzia Entrate mina la serenità familiare e finanziaria. Tuttavia, è fondamentale non farsi prendere dal panico. L'ipoteca non significa che perderai casa domani, ma è un segnale che devi agire subito. Nel mio studio vedo spesso contribuenti paralizzati dalla paura che confondono l'ipoteca con l'esproprio definitivo. Non è così. La legge prevede limiti precisi e strumenti di difesa che, se attivati tempestivamente, possono salvare il tuo patrimonio.
Sono un avvocato tributarista (Chi sono), ho assistito clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. Blog, video e podcast) - e ho maturato molta esperienza al riguardo.
In questa guida completa, aggiornata alle cruciali sentenze della Cassazione del 2024 e 2025, analizzeremo tecnicamente e chiaramente come difendersi. Scoprirai quando l'ipoteca è illegittima e come reagire per tutelare i tuoi beni.
INDICE
Cos'è l'ipoteca esattoriale e perché non è un pignoramento?
Qual è il limite minimo di debito per l'iscrizione ipotecaria?
È obbligatorio ricevere il preavviso di ipoteca?
Cosa deve contenere la comunicazione preventiva (novità 2025)?
Il preavviso di ipoteca ha una scadenza?
La prima casa, il fondo patrimoniale e l'usufrutto sono al sicuro?
La rateizzazione blocca o cancella l'ipoteca?
Quando e come si ottiene la cancellazione dell'ipoteca?
Cosa succede dopo l'ipoteca ?
Quali sono i termini e le modalità per fare ricorso?
Come difendersi efficacemente? Prescrizione e Notifiche
FAQ - Risposte rapide ai dubbi frequenti
Non rischiare il tuo patrimonio: agisci ora
1. Cos'è l'ipoteca esattoriale e perché non è un pignoramento?
L'ipoteca esattoriale è una misura cautelare, non un atto dell'esecuzione forzata. Essa serve a garantire il credito dello Stato "bloccando" il bene, ma non trasferisce la proprietà né avvia la vendita all'asta immediata. Spesso, nella mia esperienza professionale, mi trovo a dover chiarire questo primo, fondamentale equivoco. Capire la natura giuridica dell'atto è il primo passo per la difesa.
L'ipoteca è un istituto complesso regolato dall'art. 77 del DPR n. 602/1973. L'Agente della Riscossione utilizza questo strumento con un duplice obiettivo:
evitare la dispersione del patrimonio: impedirti di vendere o donare l'immobile per sottrarlo al fisco;
stimolare il pagamento: esercitare una pressione psicologica e pratica affinché tu saldi il debito.
La distinzione chiave
La natura cautelare è stata confermata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione. La sentenza Cass. Sez. Unite, 18/09/2014, n. 19667 ha chiarito questo punto cruciale: l'ipoteca è una procedura alternativa all'esecuzione forzata vera e propria. Cosa significa in pratica? Vediamolo insieme:
niente intimazione: essa non richiede la notifica dell'intimazione ad adempiere ex art. 50 DPR n. 602/1973, un atto invece necessario solo per l'espropriazione forzata;
nessun pignoramento immediato: l'ipoteca può essere iscritta anche se non si procede al pignoramento.
Tuttavia, attenzione: l'ipoteca incide pesantemente sui diritti del proprietario limitando la commerciabilità del bene. Per questo il legislatore ha previsto tutele specifiche e la violazione di queste regole apre la strada al ricorso tributario. La natura "reale" dell'ipoteca implica che essa resta efficace fino all'ordine del giudice di cancellazione.
2. Qual è il limite minimo di debito per l'iscrizione ipotecaria?
L'iscrizione ipotecaria è legittima solo se il credito complessivo iscritto a ruolo non è inferiore a € 20.000. Questo è un parametro oggettivo e invalicabile.
L'Agente della Riscossione non ha un potere illimitato. Esiste una soglia di legge fissata dall'art. 77, comma 1-bis, del DPR n. 602/1973. Nel calcolo per raggiungere questa soglia di € 20.000 si considerano:
capitale;
interessi;
sanzioni.
Rilevano sia i debiti tributari che quelli non tributari (ad esempio, previdenziali). La Corte di Cassazione ha confermato questo principio con la sentenza Cass. 29/10/2021, n. 30898, stabilendo che rilevano tutti i crediti iscritti a ruolo, inclusi quelli oggetto di contestazione giudiziale.
Cosa succede se il debito scende sotto i 20.000 euro?
Questa è una situazione che verifico spesso nei dossier dei miei clienti. Può accadere che, a seguito di un pagamento parziale, di un annullamento giudiziale di alcune cartelle o di uno sgravio in autotutela, il debito scenda sotto soglia. In questi casi, l'ipoteca diviene illegittima.
Ecco alcuni precedenti giurisprudenziali fondamentali:
la Commissione Tributaria Provinciale di Lecce (sentenza C.T. Prov. Lecce, 7/3/2019, n. 401) ha ordinato la cancellazione dell'ipoteca in un caso in cui il debito residuo era sceso a circa 5.900 euro;
la Commissione Tributaria Regionale di Campobasso (sentenza C.T. Reg. Campobasso, 1/10/2020, n. 204) ha annullato l'ipoteca dopo che il debito era sceso sotto soglia per l'effetto dello stralcio automatico dei debiti fino a 1.000 euro.
Nota Bene: se il credito scende sotto i 20.000 euro, l'ipoteca perde la sua base giuridica e tu hai diritto alla cancellazione totale. Per questa ragione prima va predisposta un'istanza di cacellazione in autotutela e poi, se l'Ufficio non provvede spontaneamente, è necessario instaurare un contenzioso. Contattaci cliccando su questo link, faremo una preanalisi della tua situazione.
L'eccezione dell'ipoteca obbligatoria
Esiste un caso specifico previsto dall'art. 77, comma 2, del DPR n. 602/1973: se il credito non supera il 5% del valore dell'immobile, l'Agente deve iscrivere ipoteca prima di pignorare. Se il debito non viene pagato entro sei mesi dall'iscrizione, l'Agenzia delle Entrate Riscossione può procedere all'espropriazione. Tuttavia, il limite generale dei 20.000 euro resta una condizione imprescindibile per l'attivazione della misura cautelare.
3. È obbligatorio ricevere il preavviso di ipoteca?
Sì, l'iscrizione non preceduta da comunicazione preventiva è nulla. La legge impone un obbligo di comunicazione preventiva per attivare il contraddittorio.
L'iscrizione ipotecaria non può avvenire "a sorpresa". Questo obbligo è sancito dall'art. 77, comma 2-bis, del DPR n. 602/1973. L'Agente della Riscossione deve notificare al proprietario una comunicazione specifica che deve contenere un avviso cruciale e cioè che in mancanza di pagamento entro 30 giorni sarà iscritta ipoteca.
Il Diritto al Contraddittorio
Questo passaggio è vitale perché attiva il "contraddittorio endoprocedimentale". Il contribuente deve avere la possibilità di difendersi prima che il danno si concretizzi, segnalando errori o pagando il debito.
La giurisprudenza è chiarissima:
la sentenza Cass. Sez. Unite, 18/09/2014, n. 19667 è una pietra miliare ed afferma che l'iscrizione non preceduta da comunicazione preventiva è nulla per violazione del diritto di difesa sancito dall'art. 24 della Costituzione;
anche lo Statuto del Contribuente (art. 6) impone l'effettiva conoscenza degli atti.
Attenzione: La notifica del preavviso interrompe la prescrizione del credito ed è un atto autonomamente impugnabile.
La notifica del preavviso di ipoteca, poiché contiene un sollecito di pagamento, produce l'effetto di interrompere i termini di prescrizione. Conseguentemente è sempre opportuno impugnarlo subito per contestare sia l'eventuale maturarsi della prescrizione (con conseguente estinzione del debito a tutela del quale l'Ufficio vuole iscrivere l'ipoteca) sia l'eventuale insussistenza dei presupposti per l'iscrizione della misura cautelare. La Cassazione ha chiarito che l'impugnazione avverso il preavviso è una facoltà e non un onere (è infatti possibile ricorrere anche contro la successiva iscrizione vera e propria), ma l'impugnazione immediata è consigliabile. Essa permette di anticipare la tutela ed evita che il vincolo venga trascritto nei registri immobiliari. Se ricevi un preavviso, devi agire subito.
Hai ricevuto un preavviso di ipoteca? Non aspettare che vengano iscritti vincoli sulla tua casa. Analizziamo subito la legittimità dell'atto. Contattaci oggi stesso per una consulenza preliminare.
4. Cosa deve contenere la comunicazione preventiva (novità 2025)?
Non è più necessario che il preavviso indichi specificamente i beni immobili colpiti. Una recente svolta giurisprudenziale del 2025 ha reso la difesa su questo punto molto più complessa.
Fino a poco tempo fa, molti contribuenti riuscivano a far annullare il preavviso lamentandone la genericità. I difensori eccepivano la nullità per difetto di motivazione se l'atto non elencava gli immobili.
La svolta della Cassazione 2025
La sentenza Cass. 17/09/2025, n. 25456 ha cambiato le carte in tavola respingendo questa tesi. Il principio enunciato è severo:
la comunicazione preventiva non deve indicare i beni immobili specifici;
è sufficiente l'indicazione del valore del credito per cui l'Agenzia delle Entrate riscossione procede.
La Corte afferma che il debitore conosce il proprio patrimonio e sa quali immobili possiede; pertanto, la mancata indicazione non lede il diritto di difesa. L'individuazione del bene avviene solo al momento dell'iscrizione materiale.
Anche la giurisprudenza di merito si è allineata a questo rigore:
la Corte di Giustizia Tributaria di Piacenza (sentenza CGT Piacenza, 03/03/2025, n. 51) ha respinto un ricorso su questo punto, stabilendo che nessuna norma impone l'indicazione degli immobili nel preavviso.
Esempio Pratico:
Se ricevi un preavviso che dice "Devi pagare 25.000 euro o iscriveremo ipoteca", senza specificare se l'ipoteca sarà sulla casa al mare o sull'appartamento in città, l'atto è comunque valido.
Inoltre, non è necessario indicare la rendita catastale dell'immobile (il valore dell'immobile è rilevante solo per l'ipoteca obbligatoria ex art. 77 comma 2, ma non è requisito di validità del preavviso generale). Questo orientamento rende la difesa più complessa: non si può più puntare sulla genericità dell'atto, ma bisogna concentrarsi su altri vizi sostanziali.
5. Il preavviso di ipoteca ha una scadenza?
No, il preavviso di ipoteca non ha scadenza e non perde efficacia col tempo. Questa è una delle notizie più dure per i contribuenti emerse dalla giurisprudenza recente.
Molti miei clienti mi chiedono: "Ho ricevuto un preavviso di ipoteca 3 anni fa e non è successo nulla, è scaduto?".
La risposta arriva dalla sentenza Cass. 21/02/2025, n. 4619. Alcuni giudici di merito in passato applicavano per analogia l'art. 50, comma 3, del DPR n. 602/1973 (che prevede la scadenza dell'intimazione di pagamento dopo un anno). La Cassazione però, con la sentenza citata, ha bocciato questa interpretazione stabilendo che:
l'ipoteca non è un atto dell'esecuzione forzata, ma una misura cautelare;
non si applica il termine di decadenza annuale dell'art. 50;
non vi è esposizione "sine die" all'azione esecutiva, ma a quella cautelare.
Conseguenze Pratiche
L'Agente della Riscossione può iscrivere ipoteca anche a distanza di anni dalla notifica del preavviso senza dover notificare un nuovo avviso. Una vecchia comunicazione può ancora legittimare un'ipoteca oggi.
La Strategia Difensiva
Se il preavviso è vecchio, la difesa deve spostarsi su un altro fronte: la prescrizione del credito. Bisogna verificare se, nel tempo trascorso tra il preavviso e l'iscrizione (o l'oggi), il credito sottostante sia caduto in prescrizione o sia ancora esigibile. Anche per questa verifica puoi contattarci per ricevere una ns. preanalisi.
6. La prima casa, il fondo patrimoniale e l'usufrutto sono al sicuro?
La "prima casa" non è pignorabile, ma è ipotecabile. È un mito da sfatare quello della totale intoccabilità della prima casa.
Prima casa
La legge vieta il pignoramento dell'unica abitazione principale (non di lusso) ai sensi dell'art. 76 del DPR n. 602/1973. Tuttavia, il divieto di pignoramento non impedisce l'ipoteca.
L'art. 77, comma 1-bis, consente l'ipoteca anche se non si sono verificate le condizioni per l'espropriazione. Se vuoi saperne di più leggi questo mio post: Ipoteca prima casa: quando è legittima e come evitare l'asta.
Risultato: l'ipoteca sulla prima casa è legittima se il debito supera i 20.000 euro; l'immobile non sarà venduto all'asta, ma resterà gravato dal vincolo, limitandone la vendita o l'ottenimento di mutui.
Fondo Patrimoniale
I beni nel fondo sono protetti per i debiti estranei ai bisogni della famiglia (art. 170 c.c.). L'iscrizione ipotecaria su questi beni è possibile ma contestabile.
La sentenza Cass. 21/02/2025, n. 4619 ha ribadito che l'onere della prova spetta al debitore. Tu devi dimostrare rigorosamente due cose:
il debito fiscale è estraneo ai bisogni della famiglia;
il creditore (il Fisco) ne era a conoscenza.
Non basta costituire il fondo. Se il debito deriva da attività d'impresa, spesso si presume inerente ai bisogni familiari. Tuttavia, per debiti speculativi o sanzioni, si può vincere il ricorso.
Usufrutto e Diritto di Abitazione
usufrutto: l'ipoteca è possibile (art. 2810 c.c.);
diritto di abitazione: l'ipoteca non può colpire il diritto di abitazione, in quanto diritto personale e inalienabile; se l'ipoteca colpisce il diritto di abitazione, è illegittima.
7. La rateizzazione blocca o cancella l'ipoteca?
Se presenti domanda di rateizzazione, l'Agente della Riscossione non può iscrivere nuove ipoteche, ma quelle già iscritte restano valide.
La richiesta di rateizzazione è una mossa difensiva comune disciplinata dall'art. 19 del DPR n. 602/1973. Una recente ordinanza della Cassazione (Cass. 20/06/2024, n. 17031) ha fatto chiarezza:
l'iscrizione è possibile solo se la domanda di rateizzazione viene respinta o se decadi dal beneficio per mancato pagamento delle rate;
se l'Agente iscrive ipoteca mentre l'istanza è pendente, l'atto è illegittimo (il giudice deve accertare se vi era un'istanza pendente al momento dell'iscrizione).
Cosa succede alle ipoteche già iscritte?
L'art. 19, comma 1-quater, specifica che le ipoteche già iscritte restano valide. La dilazione impedisce nuove misure cautelari, ma non rimuove quelle esistenti. Ecco perché la tempestività è tutto: devi chiedere la rateizzazione prima che arrivi l'iscrizione.
Un'opportunità da non sottovalutare
Se pagando le rate il debito residuo scende sotto i 20.000 euro, la giurisprudenza supporta la tesi della cancellazione per sopravvenuta carenza del requisito di soglia. La prassi dell'Agenzia ammette la riduzione o restrizione dell'ipoteca in questi casi. Anche per questa verifica puoi contattarci per ricevere una ns. preanalisi.
8. Quando e come si ottiene la cancellazione dell'ipoteca?
La cancellazione avviene se il debito si estingue (pagamento o annullamento) o se scende sotto la soglia legale o per altre cause determinate.
Annullamento Giudiziale e Cancellazione Automatica
Una sentenza importante del 2024 (Cass. 24/10/2024, n. 27639) ha stabilito un obbligo fondamentale per il giudice:
il giudice, se annulla le cartelle di pagamento o gli avvisi di accertamento a tutela dei quali è stata iscritta l'ipoteca, deve ordinare la cancellazione dell'ipoteca contestualmente nello stesso provvedimento;
non serve un giudizio separato; l'annullamento del titolo (la cartella) travolge la garanzia (l'ipoteca); il giudice deve disporlo anche d'ufficio.
Riduzione del Debito
sotto i 20.000 euro: se il debito scende sotto questa soglia (per pagamento parziale o sgravio), l'ipoteca diviene illegittima e hai diritto alla cancellazione totale;
sopra i 20.000 euro: se il debito viene ridotto ma resta sopra soglia, puoi chiedere la riduzione dell'ipoteca affinché sia proporzionata al credito residuo.
Se però ti interessa approfondire l'argomento e scoprire tutte le cause che determinano la cancellazione dell'ipoteca leggiti questo post: Cancellazione ipoteca Agenzia Entrate: procedure e costi 2025.
9. Cosa succede dopo l'ipoteca ?
Se l'ipoteca è stata iscritta sulla "prima casa" o per un debito inferiore ad € 120.000 l'Agente della Riscossione non può procedere con il pignoramento (e cioè con la vendita dell'immobile).
Se l'immobile ha congiuntamente le seguenti caratteristiche:
è l'unico immobile di proprietà del debitore,
non è di lusso e comunque non è classato in A/8 e A/9,
è adibito ad uno abitativo
e il debitore vi risiede anagraficamente,
dopo l'iscrizione ipotecaria non succede assolutamente niente perché, come sopra già detto, tale tipologia di immobile (cd prima casa) non può essere pignorato dall'Agenzia delle Entrate Riscossione (ai sensi dell'art. 76 del DPR n. 602/1973).
Ugualmente, se l'ipoteca è stata iscritta su un'altra tipologia di immobile (non avente le suddette caratteristiche) ma il debito è di importo inferiore ad € 120.000 non succede ugualmente niente.... perché con debiti inferiori ad € 120.000 l'ex Equitalia non può procedere con il pignoramento di immobili.
Se, invece, l'ipoteca è stata iscritta su un immobile diverso dalla prima casa e il debito è di importo superiore ad € 120.000, allora l'Agente della Riscossione può procedere con il pignoramento e quindi con la vendita all'asta dell'immobile.
10. Quali sono i termini e le modalità per fare ricorso?
Il termine perentorio per presentare ricorso (quando i debiti hanno natura tributaria) è di 60 giorni dalla notifica o dalla conoscenza dell'atto (se i debiti hanno natura diversa non c'è termine, ma occorre comunque procedere il prima possibile).
Da quando decorrono i 60 giorni?
Se hai ricevuto il preavviso o la comunicazione di iscrizione: il termine decorre dalla data di notifica;
se NON hai ricevuto nulla (omessa notifica): la Cass. 07/03/2024, n. 6136 ha chiarito che il termine decorre dalla "effettiva conoscenza"; questo avviene solitamente quando fai una visura in Conservatoria e ti accorgi per caso dell'esistenza dell'iscrizione ipotecaria.
Attenzione: l'omessa notifica del preavviso è un vizio grave che rende nulla l'iscrizione, tuttavia devi impugnare l'iscrizione ipotecaria entro 60 giorni da quando ne hai appreso dell'esistenza. Non puoi aspettare all'infinito.
Per un approfondimento in merito alle modalità per presentare ricorso leggi questo post: Ricorso ipoteca Agenzia Entrate: motivi e termini per difendersi
Motivi di Ricorso
Nel ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria competente puoi eccepire vari vizi:
mancato rispetto della soglia di 20.000 euro;
omessa notifica del preavviso;
prescrizione del credito;
mancata notifica delle cartelle presupposte;
pendenza di istanza di rateizzazione.
Competenza Giudiziaria
Il giudice al quale rivolgersi cambia in base alla natura del debito:
debiti tributari -> Giudice Tributario;
debiti previdenziali -> Giudice del Lavoro;
sanzioni amministrative -> Guidice Ordinario;
Debiti misti -> devi scindere le cause.
11. Come difendersi efficacemente? Prescrizione e notifiche
La battaglia legale si vince sui dettagli. Due armi sono letali per l'Agente della Riscossione: la prescrizione e le notifiche, ma ce ne sono anche altre.
1. La Prescrizione
I debiti fiscali non durano in eterno. La Cass. 17/09/2025, n. 25456 ha ribadito i termini. Se l'ipoteca si basa su crediti prescritti, è illegittima. Bisogna analizzare ogni singola cartella.
Tabella sintetica termini di prescrizione
Tipologia di debito | Termine prescrizione (art. 2946 c.c. e leggi speciali) | Note importanti |
Tributi Erariali (IRPEF, IVA, IRES) | 10 Anni | Termine lungo. |
Tributi Locali (IMU, TARI) | 5 Anni | Termine breve. |
Sanzioni e Interessi | 5 Anni | Hanno termini diversi dal capitale erariale. |
Contributi INPS/INAIL | 5 Anni | Termine previdenziale. |
Nota: spesso le ipoteche sono iscritte a tutela di un un mix di debiti. Se riusciamo a far dichiarare prescritta una parte significativa del debito (es. sanzioni o tributi locali), il totale potrebbe scendere sotto la soglia di 20.000 euro, rendendo l'intera ipoteca illegittima.
2. Le Notifiche
La validità dell'ipoteca dipende dalla validità degli atti presupposti. Se le cartelle di pagamento o gli avvisi di accertamento (a garanzia dei quali l'Agente della Riscossione vuole iscrivere, o ha iscritto, l'ipoteca) non sono stati notificati correttamente, l'ipoteca cade in quanto non si è perfezionato il procedimento amministrativo che ne sta alla base.
Nota: parte della strategia difensiva consiste proprio nel verificare se questi atti 'presupposti' sono stati correttamente notificati.
3.La Vendita
Può sembrare strano una difesa possibile contro l'ipoteca è quella di vendere l'immobile su cui si è appuntata; in questo modo spesso si riesce a liberarsi in tutto o in parte del debito ed a ricominciare una nuova vita. Se vuoi apprfondire leggiti questo post: Vendere casa ipoteca Agenzia Entrate: la procedura art. 52 e 79
4.Il sovraindebitamento
In pochi ci pensano ma la disciplina del sovraindebitamento prevista dal DLgs 14/2019 può consentire di ridurre drasticamente il debito verso l'Agente della Riscossione con previsione di un piano di dilazione sostenibile al termine del quale l'immobile è liberato dall'ipoteca.
12.FAQ - Risposte rapide ai dubbi frequenti
Cos'è l'ipoteca esattoriale?
L'ipoteca esattoriale è una misura cautelare (non esecutiva) iscritta dall'Agente della Riscossione sugli immobili del debitore per garantire il credito erariale e impedirne la dispersione.
Cosa è la soglia dei 20.000 euro?
È il limite minimo di debito complessivo (comprensivo di sanzioni e interessi) al di sotto del quale per legge (art. 77 DPR 602/73) non può essere iscritta ipoteca.
Che differenza c'è con il pignoramento?
L'ipoteca è una garanzia che "blocca" il bene ma non ne comporta la vendita. Il pignoramento, invece, è l'atto iniziale dell'espropriazione forzata che porta alla vendita all'asta.
Qual è la durata e la prescrizione?
L'ipoteca dura 20 anni se non rinnovata. Il preavviso di ipoteca non ha scadenza. Tuttavia, il credito sottostante può prescriversi (in 5 o 10 anni a seconda del tributo) rendendo l'ipoteca illegittima.
Quali sono gli effetti sulla prima casa?
La prima casa non può essere pignorata (se unica e non di lusso), ma può essere ipotecata se il debito supera i 20.000 euro. Il vincolo rimane ma l'immobile non va all'asta.
13.Non rischiare il tuo patrimonio: agisci ora
L'ipoteca Agenzia Entrate è un problema serio, ma gestibile se affrontato con competenza. Le sentenze del 2024 e 2025 hanno ristretto alcune difese (come la scadenza del preavviso o l'elenco immobili) ma ne hanno rafforzate altre (come la cancellazione automatica e la soglia dei 20.000 euro).
La normativa è complessa e piena di insidie. Un errore nei termini o nella procedura può costarti l'immobile o precluderti per sempre la possibilità di cancellare il vincolo. Non affrontare l'Agente della Riscossione da solo.
Sono un avvocato tributarista (chi sono) esperto in riscossione esattoriale ho assistito clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. blog, video e podcast) - e ho maturato molta esperienza al riguardo. Contattami oggi stesso per una consulenza preliminare; analizzerò il tuo caso specifico e ti dirò se ci sono i presupposti per cancellare l'ipoteca.
Avv Alberto Bindi