Decadenza cartella esattoriale: quando è nulla? (2026)
Aggiornamento: 7 giorni fa
Di Avv. Alberto Bindi, avvocato cassazionista e tributarista del Foro di Firenze. Ultimo aggiornamento: 29/10/2026.
In breve: la decadenza della cartella esattoriale scatta quando l'Agenzia delle Entrate-Riscossione la notifica oltre i termini di legge (31 dicembre del terzo anno dalla dichiarazione per la liquidazione automatica, del quarto per il controllo formale, del secondo dall'accertamento definitivo): in quel caso la cartella è nulla e il debito va annullato. Ma devi impugnarla entro 60 giorni. In questa guida trovi i termini per ogni tributo, la tabella anno per anno con le proroghe e come far valere la decadenza. Sono un avvocato cassazionista e tributarista con studio a Firenze e assisto contribuenti in tutta Italia contro le cartelle esattoriali: nel capitolo dedicato a perché rivolgersi a me trovi i casi giudiziari di cui mi sono occupato.

Ti è arrivata una cartella per tasse di molti anni fa e ti chiedi se possono ancora chiedertele? È una domanda legittima. La legge fissa dei termini precisi entro cui la cartella deve esserti notificata: se l'Agente della Riscossione li supera, perde il potere di riscuotere.
Nella mia esperienza professionale la decadenza è uno dei motivi di annullamento più solidi, ma anche uno dei più difficili da calcolare, perché negli ultimi anni i termini sono stati prorogati più volte. Vediamo insieme come orientarsi.
INDICE
Cos'è la decadenza della cartella esattoriale?
La decadenza della cartella esattoriale è la perdita del potere di riscuotere il debito perché la cartella non è stata notificata entro i termini fissati dalla legge; la cartella tardiva è nulla e va annullata dal giudice (art. 25 DPR 602/1973).
Non va confusa con la prescrizione. La decadenza riguarda il "prima": il tempo che il Fisco ha per notificarti la cartella. La prescrizione riguarda il "dopo": il tempo che l'Agente della Riscossione ha, una volta notificata la cartella, per riscuotere il debito con altri atti (10 anni per le imposte erariali, 5 per sanzioni, interessi e tributi locali). Una cartella può essere valida sotto il profilo della decadenza e il debito essere comunque prescritto, o viceversa.
Entro quando va notificata la cartella per IRPEF, IRES, IVA e IRAP?
Per le imposte sui redditi, l'IVA e l'IRAP la cartella va notificata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo alla dichiarazione (liquidazione automatica), del quarto anno (controllo formale) o del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è diventato definitivo (art. 25 DPR 602/1973).
Relativamente alle imposte sui redditi (IRPEF e IRES), all'IVA e all'IRAP, l’Agenzia delle Entrate Riscossione deve notificare la cartella esattoriale a pena di decadenza:
entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo (per sapere se alla tua cartella si applica questo termine è sufficiente che verifichi se in essa è menzionato il fatto che consegue ad un avviso di accertamento; se è così, infatti, nella sua motivazione ce ne deve essere traccia con indicazione anche del numero dell’avviso di accertamento);
entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, in caso di liquidazione automatica ex artt. 36-bis del DPR 600/1973 (per vedere se la cartella che ti è stata notificata riguarda la liquidazione automatica è sufficiente che verifichi se in essa è menzionato l’articolo 36 bis);
entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione, in caso di controllo formale ex art. 36-ter del DPR 600/1973 (per vedere se la cartella che ti è stata notificata riguarda il controllo formale è sufficiente che verifichi se in essa è menzionato l’articolo 36-ter).
Esempio: per i redditi 2021 la dichiarazione è stata presentata nel 2022. Se la cartella nasce da liquidazione automatica (art. 36-bis DPR 600/1973), doveva esserti notificata entro il 31/12/2025; se nasce dal controllo formale (art. 36-ter), entro il 31/12/2026.
E per le imposte di successione, donazione, registro e ipocatastali?
Per queste imposte la cartella segue sempre un avviso di accertamento o di liquidazione e, secondo l'orientamento prevalente, va notificata entro due anni da quando l'avviso è diventato definitivo.
Per quanto riguarda invece le imposte di successione, di donazione, di registro e ipocatastali la notifica delle cartelle esattoriali è preceduta sempre dalla notifica di un avviso di accertamento o di liquidazione. E la cartella di pagamento dovrebbe essere notificata a pena di decadenza entro il termine di due anni da quando l’avviso di accertamento o di liquidazione diventa definitivo (e cioè decorsi 60 giorni dalla sua notifica oppure dal passaggio in giudicato). Esiste però un altro orientamento secondo cui in questi casi la cartella esattoriale non soggiace ad alcun termine di decadenza ma soltanto al termine di prescrizione ordinario decennale.
E per i tributi locali come IMU e TARI?
Per i tributi locali la cartella va notificata entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è diventato definitivo (art. 1, co. 163, L. 296/2006).
Per i tributi locali (IMU, TARI, ecc…) le cartelle esattoriali devono essere notificate, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. Per i tributi locali però, così come è accaduto per le imposte sui redditi (IRPEF, IVA, IRAP) gli avvisi di accertamento emessi dall'1.1.2020 sono direttamente esecutivi di modo che in caso di mancato pagamento delle somme dovute potrà esserci direttamente l'inizio dell'esecuzione senza più necessità della notifica della cartella esattoriale o dell'ingiunzione fiscale.
Quali sono le scadenze anno per anno, con le proroghe?
I termini ordinari sono stati spostati più volte da norme speciali (sospensione COVID, rottamazioni, proroga di 85 giorni dell'art. 67 DL 18/2020 riconosciuta da Cass. 1630/2025): la tabella qui sotto riepiloga le scadenze per le cartelle da liquidazione automatica e da controllo formale.
Quelli che ti ho indicato sin qui sono i termini di decadenza 'ordinari' fissati per le imposte sui redditi (IRPEF, IRES, IVA, IRAP), per le imposte di successione, donazione, registro e ipocatastali nonché per i tributi locali. Questi termini però hanno subito delle sospensioni e/o delle proroghe in forza di normative speciali. Per esempio, e da ultimo, sono stati sospesi a causa del COVID19 e delle varie forme di rottamazione. Non è quindi affatto semplice, nel concreto, capire se e quando una cartella esattoriale che ti è stata notificata sia nulla a causa del mancato rispetto del termine di decadenza. Di seguito quindi, almeno per le imposte dirette, ti darò delle indicazioni concrete di quando, appunto per l’IRPEF, IRES, IVA e IRAP la cartella esattoriale è nulla per mancato rispetto dei termini di decadenza così come eventualmente sospesi dalle varie normative speciali succedutesi nel tempo.
Anno d'imposta (dichiarazione) | Liquidazione automatica (36-bis) | Controllo formale (36-ter) |
2012 (2013) | 31/12/2016 | 31/12/2017 |
2013 (2014) | 31/12/2017 | 31/12/2018 |
2014 (2015) | 31/12/2018 | 31/12/2019 |
2015 (2016) | 31/12/2019 | 31/12/2023 (DL 129/2020) |
2016 (2017) | 31/12/2023 (DL 129/2020) | 31/12/2023 (DL 41/2021) |
2017 (2018) | 31/12/2023 (DL 41/2021) | 31/12/2024 (DL 41/2021) |
2018 (2019) | 31/12/2023 (DL 41/2021) | 31/12/2023 |
2019 (2020) | 31/12/2024 (DL 197/2022) | 31/12/2024 |
2020 (2021) | 31/12/2024 | 31/12/2025 |
2021 (2022) | 31/12/2025 | 31/12/2026 |
2022 (2023) | 31/12/2026 | 31/12/2027 |
Due avvertenze importanti. La prima: per i carichi affidati dall'Agenzia delle Entrate all'Agente della Riscossione tra l'8/3/2020 e il 31/12/2021 i termini sono prorogati di ulteriori 24 mesi (art. 68, co. 4-bis, DL 18/2020). La seconda: la proroga di 85 giorni non si applica più ai termini che scadono dal 31/12/2025 in poi (art. 22 DLgs 81/2025).
Per questo, prima di contestare una cartella per decadenza, bisogna ricostruire con precisione la data della dichiarazione, quella dell'affidamento del carico e quella della notifica.
Come far valere la decadenza e annullare la cartella?
La decadenza non opera da sola: devi impugnare la cartella davanti alla Corte di giustizia tributaria entro 60 giorni dalla notifica (art. 21 DLgs 546/1992); se lasci passare il termine, la cartella diventa definitiva anche se era tardiva.
In pratica i passaggi sono questi:
controlla la data di notifica della cartella (relata, ricevuta PEC o busta della raccomandata);
individua il tipo di controllo da cui nasce (36-bis, 36-ter o avviso di accertamento), indicato nella cartella;
calcola il termine con la tabella qui sopra, tenendo conto delle proroghe;
se la cartella è tardiva, proponi ricorso entro 60 giorni e chiedi la sospensione se rischi un pignoramento.
Se la decadenza era già maturata prima che il ruolo diventasse esecutivo, puoi anche presentare l'autodichiarazione di sospensione legale entro 60 giorni (art. 1, co. 538, L. 228/2012): la riscossione si ferma subito.
Pensi che la tua cartella sia arrivata troppo tardi? Richiedi la preanalisi della tua cartella e verifichiamo i termini prima che scadano i 60 giorni.
Perché rivolgersi all'Avv. Alberto Bindi?
Perché il calcolo della decadenza richiede di incrociare date, tipi di controllo e proroghe speciali, e un errore di un solo giorno decide la causa. Come vedi dalla tabella, non è affatto semplice capire quale termine si applica alla tua cartella: per lo stesso anno d'imposta le scadenze cambiano a seconda del tipo di controllo e delle norme emergenziali.
Sono un avvocato cassazionista e tributarista (chi sono): dal mio studio di Firenze assisto clienti in tutta Italia contro le cartelle dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, davanti alle Corti di giustizia tributaria e in Cassazione. Puoi leggere i casi giudiziari di cui mi sono occupato.
Nella mia attività professionale mi sono occupato di numerose cartelle annullate perché notificate oltre i termini, anche quando l'Agente della Riscossione invocava le proroghe COVID.
Hai ricevuto una cartella per un anno molto vecchio? Chiedi la preanalisi: ti dico se è nulla per decadenza e come farla annullare.
Se vuoi approfondire la questione leggiti questo post: Cartella esattoriale: cosa fare e come difendersi (2026).
Domande frequenti sulla decadenza della cartella esattoriale
Che differenza c'è tra decadenza e prescrizione della cartella?
La decadenza riguarda il termine entro cui la cartella deve esserti notificata. La prescrizione riguarda il tempo che l'Agente della Riscossione ha, dopo la notifica, per riscuotere il debito.
Se la cartella è notificata in ritardo devo pagarla lo stesso?
No, ma devi impugnarla entro 60 giorni. Se non fai ricorso, la cartella diventa definitiva anche se era tardiva.
Le proroghe COVID valgono anche per le cartelle?
Sì, per molte annualità i termini di notifica sono stati prorogati dalle norme emergenziali. Per questo il calcolo va fatto anno per anno.
Come faccio a sapere da quale controllo nasce la mia cartella?
È indicato nella cartella stessa: trovi il riferimento alla liquidazione automatica (36-bis), al controllo formale (36-ter) o al numero dell'avviso di accertamento.
La decadenza vale anche per le cartelle INPS e per le multe?
Sì, ma con termini diversi da quelli delle imposte. Per i contributi INPS oggi si usa di norma l'avviso di addebito, che ha regole proprie.
Non pagare una cartella che potrebbe essere nulla: fai analizzare la tua cartella.
Avv. Alberto Bindi