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Rateizzazione cartella esattoriale: tutto quello che devi sapere per rateizzare in autonomia il debito e salvare il patrimonio!

  • 4 nov 2025
  • Tempo di lettura: 12 min

Aggiornamento: 7 giorni fa

Scopri le regole definitive per dilazionare la cartella esattoriale, bloccare le azioni del Fisco e ritrovare la serenità finanziaria.


Aggiornato al 31/3/2026


Infografica: come rateizzare cartella esattoriale.

Mi chiamo Alberto Bindi, sono un avvocato, ho assistito molti clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi, al termine di questo post, i casi giudiziari di cui mi sono occupato) - e ho maturato molta esperienza al riguardo. Nel mio studio vedo spesso contribuenti che non sanno come gestire una rateizzazione cartella esattoriale. L'istinto primordiale è spesso quello di fuggire dal problema o, al contrario, di svuotare i risparmi di una vita per pagare tutto e subito, mettendo a repentaglio la stabilità della propria famiglia o dell'azienda. Nella mia attività professionale ho riscontrato che una gestione strategica della dilazione permette di "congelare" le azioni del Fisco e salvare i propri beni. In questa guida vediamo insieme, senza tecnicismi inutili, come sfruttare a tuo vantaggio le recentissime normative del 2025 per ottenere dei piani di rateizzazione sostenibili.


INDICE



1. Che cos'è la rateizzazione cartella esattoriale?

La rateizzazione è il diritto riconosciuto al cittadino di frazionare il pagamento di un debito iscritto a ruolo, qualora dichiari o dimostri una temporanea difficoltà economica (art 19 DPR 602/1973).

Più nello specifico la rateizzazione (o dilazione) è un provvedimento amministrativo mediante il quale l'Agente della Riscossione concede al contribuente di estinguere la propria obbligazione pecuniaria tramite versamenti periodici (rate), maggiorati dei relativi interessi di legge.

Quando il Fisco o un altro ente pubblico (come l'INPS o un Comune) avanza una pretesa economica nei tuoi confronti e tu non ottemperi, tale somma viene "iscritta a ruolo". Questo significa che la pratica passa all'Agenzia delle Entrate Riscossione, la quale emette l'atto formale (la cartella esattoriale) chiedendoti di saldare il conto generalmente entro 60 giorni. Grazie alle profonde riforme introdotte dal DLgs. 110/2024, le regole del gioco sono diventate molto più strutturate, permettendo dilazioni ordinarie e straordinarie che possono spingersi fino a ben 10 anni (120 rate mensili).


2. Quali debiti posso rateizzare e quali no?

Puoi rateizzare la maggior parte delle imposte e dei contributi iscritti a ruolo, escludendo tassativamente dazi doganali, recuperi di aiuti di Stato e debiti già decaduti da piani post 16 luglio 2022 (art 19 DPR 602/1973).

Sebbene la legge italiana sia molto permissiva, consentendo di spalmare nel tempo tributi locali (IMU, TARI), IVA, sanzioni stradali e oneri previdenziali, esistono dei confini invalicabili. Nel mio studio vedo spesso imprenditori convinti di poter dilazionare qualsiasi cifra, per poi scontrarsi con il rigetto dell'istanza. Ecco una lista precisa di ciò che non è dilazionabile:

  • debiti decaduti in via definitiva: se avevi già ottenuto un piano di dilazione in base ad un'istanza di dilazione presentata a partire dal 16/7/2022, e hai smesso di pagare perdendo il beneficio, quelle specifiche somme non possono essere mai più rateizzate;

  • rottamazioni fallite: I carichi inseriti in precedenti sanatorie (come la Rottamazione-ter o il Saldo e Stralcio) da cui sei decaduto per mancato pagamento (a meno che tu non sia riuscito a utilizzare una nuova sanatoria);

  • violazioni specifiche: dazi doganali, dazi all'importazione e somme derivanti dal recupero di aiuti di Stato considerati illegittimi dalle autorità europee;

  • enti locali autonomi: alcuni Comuni o Regioni potrebbero aver deliberato di estromettere l'Agenzia delle Entrate-Riscossione dalla gestione delle dilazioni, applicando regolamenti propri; in tal caso, la richiesta andrà formulata direttamente all'ente impositore locale.


3. Quante rate posso ottenere con una semplice richiesta online?

Puoi ottenere fino a 84 rate mensili per debiti non superiori a € 120.000 negli anni 2025 e 2026, semplicemente dichiarando la tua difficoltà senza produrre carte (art 19 co 1 DPR 602/73).

Questa è la procedura definita "su semplice richiesta" ed è senza dubbio la via più battuta dai contribuenti. Il meccanismo introdotto con il DLgs. 110/2024 premia la tempestività e ha innalzato notevolmente l'asticella del debito gestibile senza burocrazia, portandola alla soglia di € 120.000 per ogni singola istanza. Ti basta affermare, sotto la tua personale responsabilità, di versare in un momentaneo disagio di liquidità. Il numero massimo di rate che ti verranno accordate è dinamico e aumenta con il passare degli anni, secondo un piano progressivo studiato dal Legislatore. Ecco una tabella comparativa chiarificatrice basata sulle nuove norme:

Anno in cui presenti la domanda

Importo del debito per singola istanza

Numero massimo di rate (Semplice Richiesta)

2025 e 2026

Fino a 120.000 euro

84 mensilità (7 anni)

2027 e 2028

Fino a 120.000 euro

96 mensilità (8 anni)

Dal 1° Gennaio 2029 in poi

Fino a 120.000 euro

108 mensilità (9 anni)

Nota bene: Come ti ho detto la soglia di € 120.000 si riferisce ad ogni singola istanza; cosa vuol dire questo? Che sei hai un debito di € 200.000 puoi presentare due istanze da € 100.000 cadauna; e siccome ciascuna è sotto la soglia è sufficiente la sola tua dichiarazione di trovarti in difficoltà finanziarie per ottenere la rateizzazione.


4. Come funziona la rateizzazione documentata per grandi debiti o dilazioni lunghe?

Puoi richiedere da 85 a 120 rate, o rateizzare debiti che superano i 120.000 euro, esclusivamente dimostrando documentalmente la tua difficoltà finanziaria oggettiva (art 19 co 1.1 DPR 602/73).

Se il tuo debito è un "macigno" che sfora il tetto di € 120.000, oppure se rientra in quella soglia ma tu desideri allungare il respiro fino al massimale assoluto di 10 anni (120 rate), la "semplice richiesta" non basta più. Lo Stato vuole le prove matematiche della tua crisi temporanea. Questo iter è normato severamente dal DM 27/12/2024 e prende il nome di rateizzazione documentata. Non c'è un'accettazione automatica: i funzionari dell'Agenzia delle Entrate Riscossione passeranno al setaccio i tuoi numeri.

La legge impone di verificare due parametri essenziali:

  1. l'accesso: hai davvero diritto alla dilazione lunga? (si valuta la difficoltà);

  2. l'estensione: quante rate esattamente ti meriti in base alla profondità della crisi?

Se i conti non tornano, e la tua azienda risulta ad esempio troppo florida o "liquida", la domanda ti verrà rigettata. Tuttavia, per i debiti sotto la soglia di € 120.000, esiste una clausola di salvaguardia: qualora la documentazione non giustificasse le 120 rate, l'Ente ti assegnerà comunque in automatico il numero massimo previsto per la procedura semplice (es. 84 rate nel 2026).


5. Quali documenti contabili mi servono esattamente?

Ti serve la certificazione ISEE se sei un cittadino o una ditta in contabilità semplificata, oppure prospetti attestanti gli indici di bilancio (allegati 1, 2, 3 al DM 27/12/2024).

Nella mia esperienza professionale, le pratiche documentate vengono spesso bocciate per vizi formali negli allegati. È vitale fornire i documenti perfetti. Trasforma questo elenco nella tua check-list operativa:

  • privati cittadini e ditte Individuali (regime semplificato): l'unico documento probante richiesto è l'ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) in corso di validità riferito al tuo nucleo familiare; non servono Cud o buste paga;

  • società di Persone (Snc, Sas) e ditte in Contabilità Ordinaria: prospetto recante il calcolo dell'Indice di Liquidità e dell'Indice Alfa; questo documento deve essere tassativamente firmato da un professionista abilitato;

  • società di capitali (Srl, Spa): copia dell'ultimo bilancio approvato (o relazione economico-patrimoniale recente firmata dall'organo di controllo) e il prospetto con Indice di Liquidità e Indice Alfa;

  • condomìni: copia dell'ultimo rendiconto condominiale approvato dall'assemblea (ex art 1130-bis cc) e prospetto per la determinazione dell'Indice Beta.


6. Cosa succede a fermi amministrativi e pignoramenti in corso?

La domanda di rateazione osta a nuove esecuzioni; il pagamento della prima rata estingue in via definitiva i pignoramenti già in corso e sospende i fermi auto (art 19 co 1-quater.2 DPR 602/73).

Questa è la parte che fa tornare il sorriso ai miei clienti. La rateizzazione non è solo un modo per pagare piano piano, ma è anche uno scudo difensivo potentissimo. Vediamo nel dettaglio le fasi:

Fase 1 - la presentazione della domanda:

  • nel preciso istante in cui la tua istanza viene recepita dai sistemi dell'AdeR, scatta il blocco preventivo; l'Esattore non può più disporre nuove ganasce fiscali (fermi) sulla tua auto, non può iscrivere ipoteche sulla tua abitazione e non può notificare nuovi pignoramenti (per esempio del conto corrente o dello stipendio);

  • se invece le azioni cautelari erano già in essere, rimangono valide e attive per il momento.

Fase 2 - l'accoglimento della domanda:

  • non appena ricevi il provvedimento di accoglimento, ottieni il diritto immediato al rilascio del DURC regolare (Documento Unico di Regolarità Contributiva), indispensabile per le aziende che lavorano con appalti;

  • decade inoltre il blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione (il cosiddetto blocco "ex art. 48-bis", che paralizza i bonifici degli enti pubblici in favore di aziende indebitate);

  • svanisce anche il divieto di compensazione fiscale per ruoli scaduti;

Fase 3 - il pagamento della PRIMA RATA:

  • estinzione pignoramenti: tutti i pignoramenti in corso vengono meno (sempreché non ci sia già stata l'assegnazione);

  • sospensione fermo amministrativo: se avevi l'auto bloccata, AdeR trasmette telematicamente al PRA la "sospensione" del fermo; puoi rimetterti al volante legalmente (prima però verifica al PRA che risulti iscritta la sospensione); fai attenzione: il fermo è sospeso, non cancellato; sarà cancellato definitivamente solo quando avrai pagato l'ultimissima rata, quindi nel frattempo non potrai vendere il mezzo;

  • ipoteche: purtroppo, le ipoteche sulla casa, se già iscritte prima della tua domanda, restano in vigore a garanzia dell'ente per tutta la durata del piano di rientro.

Se vuoi saperne di più sulle cartelle esattoriali in generale e sulle conseguenze del loro mancato pagamento, leggiti, una volta che hai finito questo post, la guida: Cartella esattoriale: guida completa per difendersi ed evitare il pignoramento!


7. Come posso presentare la domanda di rateizzazione da solo?

Puoi avvalerti del portale "Rateizza adesso" per le richieste sotto i 120.000 euro, oppure inviare tramite PEC o allo sportello i Modelli ministeriali RS, RDF o RDG (Linee Guida AdeR 2025).

Il processo è stato fortemente digitalizzato. Se vuoi muoverti in autonomia, segui questa precisa lista di procedure a seconda della tua situazione:

  1. la via ultra-rapida telematicamente (Solo per "semplice richiesta" < 120k):

    • munisciti di SPID, CIE o CNS e accedi all'Area Riservata del portale web di Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdeR) o usa l'App Equiclick;

    • clicca sulla sezione "Rateizza adesso";

    • seleziona le cartelle che vuoi includere. Il sistema verifica i requisiti ed emette istantaneamente il provvedimento di accoglimento, generandoti a video il piano di ammortamento e i bollettini;

  2. la via documentale (Per PEC o Sportello Fisico):

    • se devi documentare la richiesta (ISEE, bilanci, maxidebiti), scarica i modelli dal sito;

    • usa il Modello RS se è una richiesta semplice ma non vuoi usare il portale web;

    • usa il Modello RDF se sei una Persona Fisica o Ditta Semplificata e devi allegare l'ISEE;

    • usa il Modello RDG se sei una Società (Srl, Spa, Snc) o Condominio, allegando i bilanci e i calcoli degli Indici;

    • invia il plico scansionato in PDF all'indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) indicato sul modulo stesso, oppure fissa un appuntamento per consegnarlo fisicamente allo sportello provinciale;

    • l'ente avvierà un'istruttoria ex L. 241/90 e ti notificherà (anche via PEC) l'eventuale accoglimento o un preavviso di diniego (a cui avrai 10 giorni per replicare).


8. Come posso pagare concretamente le mie rate mensili?

Il versamento si esegue utilizzando i moduli pagoPA inviati dall'Ente, ed è caldamente consigliata l'attivazione dell'addebito diretto su conto corrente (art 28 DPR 602/73).

Una volta ottenuto il via libera, la scadenza della primissima rata è fissata per legge non prima di 8 giorni lavorativi dall'emissione del piano. Non farti cogliere impreparato.

Ecco come si compongono le tue rate e come saldarle: Oltre al capitale dovuto, le rate inglobano gli interessi di rateizzazione (attualmente al 4,5% annuo), eventuali interessi di mora passati, le spese di notifica e di procedura esecutiva (queste ultime due sono spalmate interamente e unicamente sulla primissima rata, rendendola spesso più "pesante" delle altre).

Per effettuare il pagamento hai diverse opzioni:

  • rete pagoPA: puoi recarti in banca, in posta, dal tabaccaio o nei centri SISAL/Lottomatica munito dei bollettini precompilati con QR code allegati al provvedimento;

  • web e app: puoi pagare online dal portale AdeR o tramite la tua applicazione di home-banking inserendo i dati del circuito pagoPA;

  • mandato SDD (la scelta più sicura): direttamente dall'Area Riservata del sito, puoi attivare il servizio "Attiva mandato SDD"; le rate verranno prelevate in automatico dal tuo conto corrente bancario; te lo consiglio caldamente per evitare pericolosissime dimenticanze. Attenzione: la prima rata SDD scalerà solo dopo 30 giorni dal mandato, quindi verifica se le prime rate in scadenza ravvicinata debbano essere comunque pagate a mano!

  • compensazione fiscale: Se vanti crediti d'imposta o crediti commerciali certificati verso la Pubblica Amministrazione (es. hai fatto un lavoro per un Comune e non ti ha pagato), puoi portarli in compensazione diretta recandoti allo sportello.


9. Cosa succede se non riesco più a pagare e decado?

Se ometti il versamento di 8 rate, anche non consecutive, decadi dal beneficio e il debito diventa subito interamente esigibile, precludendo per sempre la possibilità di rateizzarlo nuovamente (art 19 co 3 DPR 602/73).

Questo è l'incubo di ogni contribuente ed è un argomento su cui insisto molto durante le mie consulenze. Ottenere il piano è facile, rispettarlo è più difficile.

La normativa vigente fissa un limite di tolleranza di 8 rate impagate (anche a salti), dopodiché decadi automaticamente dalla dilazione.

Le conseguenze della decadenza (relativa a piani richiesti dopo il 16/7/2022) sono inesorabili:

  1. si perde il "beneficio del termine"; non puoi più pagare a rate;

  2. l'esattore ti richiederà il versamento del saldo tutto in un'unica soluzione;

  3. vengono attivate le procedure cautelari ed esecutive pesanti (pignoramenti, fermi auto, ipoteche) che prima erano state bloccate;

  4. quel debito specifico, per cui sei decaduto, non sarà mai più rateizzabile.


10. Posso chiedere una proroga se la situazione peggiora?

Sì, è possibile richiedere una (e una sola) proroga del piano in essere, se riesci a documentare il peggioramento imprevisto della tua situazione di temporanea difficoltà economica (art 19 co 1-bis DPR 602/73).

Nel mio studio vedo spesso attività commerciali che, dopo aver pattuito un piano sostenibile, subiscono un tracollo improvviso del fatturato; in questo caso non tutto è perduto, ma devi agire prima di decadere (cioè prima di saltare le fatidiche 8 rate).

Puoi presentare la domanda di rimodulazione del piano utilizzando il Modello RDP (Richiesta di Proroga); la proroga, però, non è mai automatica deve essere sempre "documentata".

L'Agenzia valuterà il peggioramento in questo modo:

  • se eri un privato cittadino, dovrai presentare un nuovo ISEE che dimostri un abbassamento drastico del tuo reddito familiare;

  • se sei un'azienda, dovrai produrre i nuovi bilanci e indici (Alfa e Liquidità) che provino la nuova crisi sopraggiunta.

Se la perizia è positiva, i funzionari calcoleranno un nuovo numero massimo di rate concedibili secondo la tua attuale situazione clinico-finanziaria, e spalmeranno il debito residuo sottraendovi le rate vecchie scadute. Le rate si abbasseranno notevolmente, dandoti l'ossigeno necessario.


11. Perché farsi assistere dall'Avv Alberto Bindi se sei decaduto dalla rateizzazione ?

Una volta che sei decaduto dalla rateizzazione non puoi più richiederne un'altra per lo stesso debito. Inoltre l'AdER tendenzialmente inizierà azioni cautelari ed esecutive contro di te. In questa situazione puoi decidere di non fare niente (perché magari rischi poco o niente) oppure puoi decidere comunque di pagare quello che puoi (l'Agenzia delle Entrate Riscossione se ti rechi allo sportello accetta i pagamenti spontanei anche dopo la decadenza dalla dilazione) rischiando nel frattempo un'eventuale misura cautelare (fermo e ipoteca) o un pignoramento. In alternativa puoi utilizzare i procedimenti previsti dal DLgs 14/2019 (legge poco conosciuta) che consentono a chi è sovraindebitato (e cioè si trova nell'incapacità di far fronte da solo alla propria esposizione debitoria), al ricorrere di alcune condizioni, di cancellare integralmente o ridurre la propria esposizione debitoria. Come avvocato tributarista dal mio studio di Firenze ho aiutato clienti in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato) a risolvere complesse situazioni di indebitamento da cartelle esattoriali nei confronti dell'Agenzia delle Entrate Riscossione; se anche tu sei sovraindebitato e necessiti di assistenza puoi richiederci una preanalisi gratuita cliccando su questo link.


12. FAQ – Le domande più frequenti che mi fanno i clienti


1. Come posso richiedere la rateizzazione di una cartella? 

Puoi richiederla online tramite il servizio "Rateizza adesso" sul sito o sull'app Equiclick (per debiti fino a 120.000 euro), inviando i moduli specifici (RS, RDF, RDG) tramite PEC, oppure recandoti fisicamente agli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione.


2. Qual è il numero massimo di rate ottenibili? 

Con la rateizzazione "su semplice richiesta" puoi ottenere fino a 84 rate (per le istanze del 2026), 96 rate (negli anni 2027-2028) o 108 rate (dal 2029). Se invece documenti un'obiettiva difficoltà economica, o per debiti superiori a 120.000 euro, puoi arrivare a un massimo di 120 rate.


3. Esiste un importo minimo per ogni rata? 

Sì, la normativa fissa a 50 euro l'importo minimo consentito per ogni singola rata.


4. Cosa succede se non pago una rata? 

Un pagamento in ritardo comporta l'addebito degli interessi di mora. Tuttavia, se non paghi 8 rate (anche non consecutive), decadi automaticamente dal beneficio: l'intero importo diventa riscuotibile in unica soluzione e il debito non potrà più essere rateizzato.


5. Posso rateizzare anche se ho già un fermo amministrativo sull'auto? 

Sì. Inizialmente il fermo rimane valido, ma non appena pagherai la prima rata del piano, questo verrà sospeso permettendoti di circolare nuovamente. La cancellazione definitiva avverrà solo a saldo integrale del debito.


6. Devo presentare l'ISEE per ottenere la rateizzazione?

L'ISEE (per i privati e ditte in regime semplificato) è richiesto unicamente per la rateizzazione "documentata", necessaria se il debito supera i 120.000 euro o se desideri ottenere fino a 120 rate. Per le rateizzazioni "su semplice richiesta" fino a 120.000 euro, l'ISEE non serve.


7. Posso estinguere il debito in anticipo? 

Sì, è possibile estinguere il debito in anticipo pagando il residuo allo sportello. Ricalcolando l'importo, risparmierai il costo degli interessi di rateizzazione previsti per i mesi e gli anni successivi alla richiesta di estinzione.


8. Se la mia situazione economica peggiora, posso allungare le rate? 

Sì, a patto di non essere già decaduto dal piano, puoi chiedere una (e una sola) proroga. È necessario, però, fornire documentazione che attesti e provi l'effettivo peggioramento della tua temporanea difficoltà economica.


9. La rateizzazione blocca le procedure esecutive? 

Sì, la presentazione della domanda impedisce subito l'avvio di nuove procedure esecutive e cautelari. Il pagamento della prima rata, inoltre, estingue del tutto i pignoramenti in corso, purché non sia già avvenuta l'assegnazione o vendita dei beni.


10. Quali sono i costi aggiuntivi della rateizzazione? 

Le rate includono il capitale, gli interessi di rateizzazione (pari al 4,5% annuo), eventuali interessi di mora maturati e l'aggio (se si tratta di vecchi carichi pre-2022). Attenzione: i costi delle spese di notifica o di precedenti procedure esecutive vengono addebitati per intero sulla prima rata.


Avv. Alberto Bindi

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