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Prescrizione intimazione di pagamento (2026): la scadenza del debito come difesa !

  • 13 mag 2025
  • Tempo di lettura: 9 min

Aggiornamento: 13 mar


Hai ricevuto una intimazione di pagamento? Leggi cifre che ti spaventano e senti l'ansia salire ? E' una reazione normale. Ti invito però a fermarti un attimo. Spesso l'Agenzia delle Entrate-Riscossione arriva tardi ... e quel debito potrebbe essere scaduto grazie alla prescrizione. Ti spiego tutto in questo post.


Aggiornato al 12/3/2026


Infografica sulla prescrizione intimazione di pagamento

Nel mio studio vedo spesso atti che a prima vista sembrano inattaccabili ma che, dopo un'analisi approfondita, rivelano vizi legati ai tempi di notifica. Sono un avvocato tributarista ho assistito clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato) - e ho maturato molta esperienza al riguardo. In questa guida vediamo insieme come fare a capire se le somme indicate nell'intimazione di pagamento sono prescritte e cosa fare per ottenerne l'annullamento.


INDICE



1. Intimazione di pagamento & prescrizione

Una premessa è d'obbligo. Quanto sto per spiegarti non è semplice. La materia è tecnica. Anche gli operatori del settore hanno difficoltà. Provo a fare del mio meglio... intanto ti fornisco una visione d'insieme della questione.

Sostanzialmente quando l'Agenzia delle Entrate ti notifica un'intimazione di pagamento ti sta 'semplicemente' ricordando che hai un debito che trova la sua origine in cartelle di pagamento e/o avvisi di accertamento e/o avvisi di addebito che ti sono stati notificati in precedenza; questo tuo debito, però, quando ricevi l'intimazione, può darsi sia estinto per intervenuta prescrizione (e cioè perché l'Agente della Riscossione non si è curato tempestivamente di recuperare il suo credito); i termini di prescrizione di regola sono di 10 anni (o 5 anni); in pratica per comprendere se il debito riportato nell'intimazione di pagamento si è prescritto devi guardare a ritroso se negli ultimi 10 (o 5) anni l'Ufficio ti ha notificato qualche atto che si riferisce a quelle medesime cartelle e avvisi indicati nell'intimazione; se la risposta è negativa allora il debito si è prescritto e tu devi impugnare l'intimazione davanti ad un giudice per chiedere la cancellazione del debito (se invece la risposta è positiva la prescrizione non si è maturata); in tutto questo, poi, si collocano delle norme che prevedono (per le ragioni più varie) la sospensione dei termini di prescrizione (e cioè dei periodi di giorni, mesi o anni che non devono essere conteggiati e durante i quali, quindi, i termini di prescrizione sono "sospesi").

Scendiamo piano piano più nel dettaglio...


2. Cos'è l'intimazione di pagamento ?

L'intimazione di pagamento non è una cartella di pagamento, ma l'atto che preannuncia l'esecuzione forzata se è passato più di un anno dalla notifica della cartella o dell'avviso di accertamento esecutivo (art 50, co 2, DPR 602/1973).

In pratica, se è trascorso più di un anno da quando ti è stata notificata la cartella esattoriale o l'avviso di accertamento, l'Agente della Riscossione non può procedere con un pignoramento a tuo carico; deve prima notificarti questo avviso, intimandoti di pagare entro 5 giorni. L'intimazione, poi, a sua volta ha una durata di un anno: motivo per cui se l'Ufficio non inizia l'esecuzione neppure entro l'anno dalla notifica dell'intimazione, deve allora notificartene un'altra prima di procedere esecutivamente.


3. Cosa è la prescrizione ?

La prescrizione è una modalità di estinzione del credito (e più in generale dei diritti) a causa dell'inattività del creditore (art. 2934 cc).

Il Codice Civile infatti dispone che ogni diritto si estingue per prescrizione quando il titolare non lo esercita per un certo tempo determinato dalla legge.

A questa regola non fanno eccezione i crediti che l'Agenzia delle Entrate Riscossione vanta nei ns. confronti: anche questi si possono estinguere se l'Ufficio resta per troppo tempo inattivo.

In pratica, e come ti ho ancipato poco sopra, una volta che hai ricevuto una intimazione di pagamento avente ad oggetto certe cartelle e avvisi quello che devi fare è verficare se tra il penultimo atto che hai ricevuto dall'Agente della Riscossione (che riguardi quelle stesse cartelle e avvisi) e l'ultimo (cioè l'intimazione di pagamento) è decorso il termine passato il quale la legge ritiene estinti quella tipologia di crediti.


4. Quali sono i termini di prescrizione ?

Non esiste un termine unico. I tributi erariali (IRPEF, IRES, IVA, IRAP) si prescrivono in 10 anni, quelli locali e previdenziali in 5 anni mentre il bollo auto in 3 anni. 

Nella mia esperienza professionale, l'errore più comune è trattare tutti i debiti allo stesso modo. La legge e la giurisprudenza distinguono nettamente in base alla natura del tributo. Ecco una tabella riepilogativa per fare chiarezza:

Tipologia di Debito

Tributi

Termine Prescrizione

Riferimento Normativo/Giurisprudenziale

Tributi Erariali

IRPEF, IRES, IVA, IRAP

10 Anni

Art 2946 cc; Cass 32308/2019; Cass 33213/2023

Tributi Locali

IMU, TARI, TOSAP

5 Anni

Art 2948 n 4 cc; Cass 7234/2023

Contributi

INPS, INAIL

5 Anni

Tassa Auto

Bollo Auto

3 Anni

Sanzioni

Tutte

5 Anni

Art 20 DLgs 472/1997

Esempio: se hai ricevuto una intimazione di pagamento relativa ad IRPEF quello che devi fare è verificare se per quel medesimo debito l'Agente della Riscossione negli ultimi 10 anni ti ha notificato qualche atto (cartella di pagamento, intimazione di pagamento, ecc....); se la risposta è negativa il credito dell'Ufficio si è estinto per prescrizione.

Per saperne di più sull'intimazione di pagamento in termini generali leggiti, dopo che hai finito questo post, la mia guida completa: Intimazione di pagamento: La guida completa per difendersi (2025).


5. Sanzioni e interessi hanno termini diversi dal capitale ?

Sì, sanzioni e interessi si prescrivono sempre in 5 anni, anche se il tributo principale ha una prescrizione decennale (art 20, co 3, DLgs 472/1997; art 2948, n 4, cc). 

Questo è un punto cruciale per ridurre il debito. Anche i giudici oramai riconoscono che la sanzione ha 'vita' autonoma rispetto al capitale e si prescrive sempre in 5 anni (Cass 35015/2023; Cass 24721/2024); stessa cosa per gli interessi (Cass 13781/2023).

Esempio: in data 10/3/2026 ti è stata notificata una intimazione di pagamento relativa ad IRPEF per € 10.000 e connesse sanzioni ed interessi per € 7.000; la relativa cartella di pagamento ti era stata notificata il 2/2/2019; tra i due atti sono passati 7 anni; pertanto il debito indicato nell'intimazione di pagamento si è prescritto solo per le sanzioni e interessi (che si prescrivono in 5 anni) ma non per l'imposta (che si prescrive in 10 anni); in ogni caso, un bel risparmio!


6. Come incide la sospensione COVID sui termini ?

La normativa COVID ha introdotto tre tipologie di sospensione dei termini di prescrizione; la normativa però non è chiara ed anche le varie sentenze che sono intervenuta sulla questione non sono di aiuto. 

In estremissima sintesi sono tre le norme che rilevano:

  1. l'art 12, co 2, DLgs 159/2015 secondo cui tutti i termini di prescrizione che scadevano tra il 9/3/2020 e il 31/12/2021 sono prorogati al 31/12/2023 (Cass 139/2026);

  2. l’art 12, co 1, DLgs 159/2015 che pone un parallelismo tra la sospensione dei termini di versamento e la sospensione dei termini di prescrizione; l'art 68 DL 18/2020 a causa della pandemia ha sospeso i versamenti dall'8/3/2020 al 31/8/2021 (542 giorni); calando la questione sui termini di prescrizione nei tribunali si scontrano due teorie opposte:

    1. teoria dello "Spostamento in avanti" (pericolosa): i 542 giorni si sommano sempre alla scadenza del termine di prescrizione, spostandolo in avanti (Cass 960/2025; CGT 2° grado Lazio 121/2025);

    2. teoria della "Scadenza nell'anno" (favorevole): la proroga di 542 giorni si applica solo se la prescrizione scadeva proprio nel 2020 o 2021; se invece scadeva dopo (es. 2022), non c'è proroga (CGT 1° grado Prato, 133/2025);

  3. l’art 68, co 4-bis, lett b), DL 18/2020 che, per i carichi affidati dall'Ente creditore all'Agenzia delle Entrate Riscossione tra l'8/3/2020 e il 31/12/2021, introduce una ulteriore proroga automatica di 24 mesi del termine di prescrizione;  secondo parte della giurisprudenza questa proroga non si cumula con le altre (CGT 1° Torino, 396/2025; CGT1° grado Lucca 104/2025; CGT 2° grado Lombardia 2065/2024).

Se ci hai capito poco non ti spaventare. La questione è molto complessa e ad oggi non esiste una chiave di lettura unitaria neppure per gli addetti ai lavori. La verità è che nessuno sa con precisione di quanto la prescrizione debba essere sospesa a causa della normativa COVID. 

Esempio: in data 10/3/2026 ti è stata notificata un'intimazione di pagamento relativa ad IRPEF per € 10.000 (facciamo finta, per semplicità, che non ci siano sanzioni e interessi); in precedenza ti era stata notificata soltato la relativa cartella (proprio per quell'IRPEF) in data 26/10/2014; la prescrizione decennale ordinaria si sarebbe maturata al 26/10/2024 e quindi prima della notifica dell'intimazione; sarebbe quindi possibile impugnare quest'ultimo atto davanti al giudice per contestare l'estinzione del debito per intervenuta prescrizione; in realtà, se si 'sposa' la teoria di cui al precedente punto 2a), operando la sopensione di 542 gg del termine di prescrizione, questo non è scaduto il 26/10/2024 bensì il 21/4/2026 e quindi dopo la notifica dell'intimazione; l'intimazione, perciò, ha legittimamente interrotto il termine di prescrizione facendolo decorrere da capo; se invece si fa propria la teoria di cui al precedente punto 2b) allora la prescrizione si è maturata ed è possibile impugnare l'atto davanti al tribunale per ottenere l'accertamento dell'estinzione del debito.


7. Quali altre cause sospendono la prescrizione?

Oltre al COVID la prescrizione si sospende con la domanda di rateizzazione, il ricorso giudiziario o l'adesione alla rottamazione. 

Per calcolare correttamente il termine devi perciò considerare anche:

  • eventuali domande di rateizzazione del debito che sospendono la prescrizione dalla domanda fino al pagamento dell'ultima rata (art 19 DPR n. 602/73);

  • eventuale ricorso giudiziario: il termine si ferma dalla domanda fino al passaggio in giudicato della sentenza (art 2945 cc);

  • eventuale rottamazione dei ruoli: la presentazione della domanda sospende i termini di prescrizione e decadenza fino al pagamento dell'ultima rata.


8. Quali atti interrompono la prescrizione ?

Alcuni atti interrompono il decorso del termine di prescrizione e lo fanno decorrere nuovamente da capo (art 2943 cc). 

Più in particolare interrompono il termine di prescrizione facendolo partire nuovamente:

  • l' intimazione di pagamento,

  • il pignoramento,

  • il preavviso di fermo,

  • il preavviso d'ipoteca e

  • il riconoscimento del debito (in alcuni casi le richieste di rateizzazione possono valere come atti interruttivi).

Questo è il motivo per cui più sopra ti ho detto che per verificare se è prescritto il debito portato dall'intimazione di pagamento che hai ricevuto devi verificare quanto tempo è trascorso tra il giorno in cui hai ricevuto l'intimazione e la data di notifica dell'ultimo atto che ti è stato notificato (prima dell'intimazione).


9. Cosa fare se il debito è prescritto ?

Se il debito portato dall'intimazione è prescritto devi immediatamente impugnare l'atto davanti al giudice per chiedere l'accertamento dell'estinzione del debito per intervenuta prescrizione.

Non fare niente e traccheggiare è un 'suicidio' legale perché l'intimazione non contestata sana la prescrizione pregressa. Esiste infatti un principio ferreo: l'intimazione di pagamento è un atto autonomamente impugnabile e se non viene impugnato davanti al giudice tutti i vizi che potevano essere fatti valere sino a quel momento vengono sanati (Cass 6436/2025; Cass 32671/2024).

Da quanto ricevi l'intimazione di pagamento hai 60 giorni per incardinare il contenzioso e se non lo fai:

  • il debito si cristallizza;

  • la prescrizione maturata prima dell'intimazione viene sanata e non potrai più eccepirla in futuro.

Se quindi hai ricevuto un'intimazione di pagamento verifica subito se è maturata o meno la prescrizione e, in caso affermativo, presenta subito il ricorso.


10.Perché rivolgersi all'Avv Alberto Bindi

La prescrizione è un labirinto tecnico fatto di termini decennali, quinquennali e calcoli complessi dovuti al COVID. L'Agenzia delle Entrate Riscossione conta sulla tua confusione, ma ora sai che i debiti scadono e che sanzioni e interessi "muoiono" prima del capitale. Sapere però non basta: bisogna agire con un ricorso tecnicamente perfetto, perché eccepire la prescrizione nel modo sbagliato può farti perdere la causa.

Hai ricevuto un'intimazione di pagamento e pensi che il debito sia prescritto? Non lasciare che il tuo patrimonio venga aggredito. Analizzerò la tua intimazione, verificherò la prescrizione e ti dirò se possiamo annullare il debito. Sono un avvocato tributarista (chi sono) esperto in riscossione esattoriale; ho assistito clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato) - e ho maturato molta esperienza al riguardo. Contattami oggi stesso, cliccando su questo link, per una consulenza preliminare.


11. FAQ - Domande Frequenti

Ecco le risposte alle domande più comuni che ricevo in studio sulla prescrizione dell'intimazione di pagamento.


Cos'è l'intimazione di pagamento e quanto tempo ho per agire?

L'intimazione di pagamento è l'atto che precede l'esecuzione forzata (pignoramento) quando è trascorso più di un anno dalla notifica della cartella esattoriale o dell'avviso di accertamento. Dalla ricezione dell'atto, hai 60 giorni di tempo per impugnarlo davanti al giudice e far valere l'eventuale prescrizione o altri vizi.

Quali sono i termini di prescrizione per i diversi tributi?

I termini variano in base alla natura del debito: 10 anni: Tributi erariali (IRPEF, IRES, IVA, IRAP); 5 anni: Tributi locali (IMU, TARI, TOSAP), contributi previdenziali (INPS, INAIL) e tutte le sanzioni; 3 anni: Tassa automobilistica (Bollo Auto).


Sanzioni e interessi si prescrivono insieme al capitale?

No. Sanzioni e interessi hanno una "vita autonoma" e si prescrivono sempre in 5 anni, anche se il tributo principale (come l'IVA o l'IRPEF) ha una prescrizione decennale. Questo significa che, superati i 5 anni, potresti ottenere un annullamento parziale del debito molto significativo.


Cosa succede se non impugno un'intimazione di pagamento già prescritta?

È un errore gravissimo: se non impugni l'atto entro 60 giorni, la prescrizione maturata in precedenza viene "sanata". Il debito si cristallizza e non potrai più contestare la prescrizione in futuro, nemmeno se l'Agenzia dovesse procedere con un pignoramento o un fermo amministrativo.


Avv Alberto Bindi

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