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Pignoramento conto corrente Agenzia Entrate: limiti, blocco e sblocco

  • Immagine del redattore: Avv. Alberto Bindi
    Avv. Alberto Bindi
  • 29 ago 2025
  • Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 4 ore fa

Guida completa per difendersi dal blocco del conto corrente, capire i limiti di pignorabilità e sbloccare la liquidità ferma in banca.


Aggiornato al 3/2/2026


Capisco perfettamente la tua preoccupazione: scoprire che il proprio denaro è congelato è un'esperienza che paralizza la vita quotidiana e l'operatività aziendale. Sono un avvocato tributarista ho assistito clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. Blog / Video e Podcast) - e ho maturato molta esperienza al riguardo. Nella mia attività professionale, ho visto troppi contribuenti subire il pignoramento conto corrente agenzia entrate senza conoscere i propri diritti, ma la legge prevede scudi precisi per tutelare il tuo "minimo vitale". In questo articolo analizzeremo come funziona tecnicamente il pignoramento presso terzi, quali somme sono intoccabili e come agire per sbloccare i fondi.


INDICE



1. Come funziona il pignoramento conto corrente Agezia Entrate ?

Il pignoramento presso terzi dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) è una procedura esecutiva speciale che permette al Fisco di ordinare direttamente alla banca di versare le somme del debitore senza passare dal giudice. A differenza dei creditori privati, l'Agenzia delle Entrate Riscossione utilizza i poteri conferiti dall'art 72 bis DPR 602/1973, rendendo l'espropriazione estremamente rapida e aggressiva.

Nella mia pratica quotidiana, spiego spesso che questa procedura è "diretta" perché l'atto notificato alla banca non contiene la citazione a comparire davanti a un tribunale, ma un vero e proprio ordine di pagamento. Dal momento della notifica, le somme presenti sul conto vengono "vincolate" e il correntista non può più disporne; la banca ha l'obbligo di custodirle e versarle al Fisco entro 60 giorni, a meno che non intervenga una sospensione legale.

Definizione: il pignoramento presso terzi, e in particolare il pignoramento del conto corrente, è l'atto con cui il creditore (Fisco) aggredisce i beni o i crediti del debitore che sono in possesso di un soggetto terzo (la banca o il datore di lavoro).


2. Quali sono i limiti al pignoramento di stipendi e pensioni alla fonte?

I limiti alla pignorabilità di stipendi e pensioni "alla fonte" (cioè presso il datore di lavoro o l'INPS) variano in base all'importo netto percepito, oscillando tra 1/10 e 1/5 della somma. L'art. 72 ter DPR 602/1973 fissa questi tetti per garantire che il contribuente mantenga mezzi di sussistenza dignitosi.

Nella mia esperienza professionale, verifichiamo sempre che l'ente erogatore non superi queste quote fisse:

  • 1/10 (un decimo): se lo stipendio netto è fino a 2.500 euro;

  • 1/7 (un settimo): se l'importo è tra 2.500 e 5.000 euro;

  • 1/5 (un quinto): se lo stipendio supera i 5.000 euro.

Per le pensioni, la tutela è rafforzata dall'art. 545 cpc, che impone un "minimo vitale" assolutamente impignorabile. Nel 2026, questa soglia è pari al doppio dell'assegno sociale, ovvero € 1.092,48 mensili (con un minimo garantito di € 1.000). Solo la parte che eccede tale cifra può essere colpita dai limiti percentuali sopra citati.

Esempio pratico: Se ricevi una pensione di € 1.500, la quota di € 1.092,48 è intoccabile. La differenza (€ 407,52) è pignorabile solo per 1/10, comportando una trattenuta di circa € 40.


3. Quali sono le regole per il pignoramento diretto sul conto corrente?

Quando il pignoramento colpisce direttamente il conto corrente, le somme già presenti al momento della notifica sono interamente pignorabili, fatta eccezione per l'ultimo stipendio e una soglia minima per le pensioni.

Se i fondi derivano da stipendi, l'art 72 ter co. 2 bis DPR 602/1973 rende impignorabile solo l'ultimo emolumento accreditato.

Per i risparmi derivanti da pensioni già giacenti sul conto al momento del pignoramento, l'art 545 co 8 cpc stabilisce un limite di protezione pari al triplo dell'assegno sociale, che nel 2026 ammonta ad € 1.638,72; le somme che eccedono questo importo possono essere pignorate integralmente. Viceversa, per gli accrediti successivi alla notifica del pignoramento, tornano a valere i limiti proporzionali (1/10, 1/7, 1/5).

Tabella Comparativa: Limiti sul Conto Corrente (2026)

Tipologia Somma

Limite sul Saldo Esistente

Limite su Accrediti Futuri

Stipendio

Solo ultimo stipendio salvo

1/10, 1/7 o 1/5

Pensione

Minimo vitale € 1.638,72 salvo

1/10, 1/7 o 1/5

Altre entrate (affitti, dividendi, compensi, ecc...)

100% pignorabile

100% pignorabile

Nota bene: se hai bisogno di una visione d'insieme sulla riscossione, consulta la nostra Guida: Pignoramento Agenzia delle Entrate Riscossione: guida completa e novità 2026


4. Cosa succede dopo 60 giorni se la banca non paga?

Se la banca non versa le somme all'Agente della Riscossione entro 60 giorni dalla notifica del pignoramento del conto corrente, il vincolo del pignoramento speciale perde efficacia automaticamente. Questo è un principio fondamentale ribadito dalla giurisprudenza recente, in particolare dall'ordinanza Cass. 16.11.2025, n. 30214.

Nel mio studio verifichiamo sempre la durata del blocco. Se il termine di 60 giorni trascorre senza il versamento da parte della Banca, l'inefficacia opera di diritto senza necessità di un giudice. Per insistere nel recupero, l'Agenzia dovrebbe avviare la procedura ordinaria citando la banca davanti al tribunale ex art 72 co 2 DPR 602/1973. Questo meccanismo evita che il tuo conto resti "congelato" all'infinito.


5. Come sbloccare il conto corrente con la rateizzazione?

La presentazione di una richiesta di rateizzazione e il pagamento della prima rata determinano l'estinzione delle procedure esecutive in corso, obbligando l'Agente della Riscossione a sbloccare il conto corrente. La disciplina è dettata dall'art 19 DPR 602/1973.

Ecco i passaggi legali che seguiamo per i nostri clienti:

  1. istanza di rateizzazione: si presenta la domanda, che inibisce l'avvio di nuove azioni esecutive;

  2. accoglimento e piano: l'AdER invia il piano di dilazione (di regola 84 rate; ma possono diventare 120 rate per debiti elevati o in difficoltà documentata);

  3. pagamento 1^ rata: ai sensi dell'art. 19, comma 1-quater.2, il pagamento estingue il pignoramento, purché la banca non abbia già trasferito i soldi al Fisco.

  4. sblocco: si invia la quietanza all'Agente che deve ordinare alla banca la liberazione dei fondi; contemporaneamente si invia l'accoglimento dell'istanza di rateizzazione e il pagamento della prima rata alla banca in modo da bloccarla ed evitare che versi le somme pignorate all'Agente della Riscossione.


6. La Rottamazione Quinquies può sbloccare il conto?

L'adesione alla Rottamazione Quinquies (Legge 199/2025) blocca immediatamente la prosecuzione delle procedure esecutive e permette di estinguerle col pagamento della prima rata. Ai sensi dell'art 1 co 91 Legge 199/2025, la sola presentazione della domanda impedisce al Fisco di proseguire il pignoramento del conto corrente. Poi con il pagamento della prima rata il pignoramento si estingue.

Questa misura è straordinaria perché permette di stralciare sanzioni, interessi di mora e aggio, pagando solo la quota capitale e le spese. Il termine ultimo per aderire a questa agevolazione è il 30/4/2026.

Anche in questo caso, una volta aderito alla rottmazione e pagata la prima rata, è opportuno comunicarlo alla banca onde evitare che versi all'Agenzia delle Entrate Riscossione le somme oggetto del pignoramento.


7. Quando il pignoramento è illegittimo per vizi di notifica?

Il pignoramento del conto corrente è nullo se non è stato preceduto dalla valida notifica degli atti presupposti, come la cartella di pagamento o l'avviso di intimazione o di addebito. Se scopri il debito solo dal blocco in banca, siamo in presenza di un'omessa notifica che deve essere impugnata entro 60 giorni davanti al Giudice Tributario.

Nella mi studio analizziamo semper con molta attenzione la "catena delle notifiche" per verificare:

  • mancata notifica dei titoli esecutivi: quali le cartelle esattoriali, gli avvisi di accertamento e gli avvisi di addebito che integrano il debito per cui l'Agente agisce;

  • mancata notifica dell'intimazione di pagamento: se è passato più di un anno dalla notifica del titolo esecutivo, l'AdER deve notificare un avviso di intimazione ex art 50 DPR 602/1973 prima di pignorare il conto corrente.

  • vizi PEC: se la notifica degli atti presupposto è avvenuta via Posta Elettronica Certificata proviene da indirizzi non ufficiali (fuori dai registri INI-PEC), l'atto potrebbe essere dichiarato inesistente.


8. FAQ - Domande Frequenti

Come sbloccare un conto corrente pignorato dall'Agenzia Entrate?

Il metodo più rapido è presentare istanza di rateizzazione ex art 19 DPR 602/1973 e pagare la prima rata; ciò obbliga il Fisco a inviare l'ordine di sblocco alla banca. In alternativa, si può aderire alla Rottamazione Quinquies entro il 30/4/2026.

Quanto può pignorare l'Agenzia delle Entrate dal conto?

Dipende dalla natura delle somme: i risparmi da pensione sono protetti fino a € 1.638,72 (triplo assegno sociale 2026), mentre per gli stipendi è salvo solo l'ultimo accreditato. Altre entrate sono pignorabili al 100%.

Cosa succede se il conto corrente è cointestato?

L'Agenzia può pignorare solo la quota di pertinenza del debitore (presuntivamente il 50%), ma spesso le banche bloccano l'intero saldo costringendo il cointestatario non debitore a intervenire.

Qual è il minimo vitale sul conto corrente nel 2026?

Per i pensionati, il minimo vitale intoccabile sul saldo del conto è di € 1.638,72. Per chi riceve stipendi, il minimo vitale è rappresentato dall'ultimo stipendio accreditato prima del pignoramento.

Come funziona il pignoramento diretto ex art 72-bis?

È una procedura che bypassa il giudice: l'Agente della Riscossione ordina direttamente alla banca di pagare il debito attingendo dal conto del contribuente. Il pagamento deve avvenire entro 60 giorni.


9. Conclusione e assistenza Legale

Il pignoramento del conto corrente è un atto aggressivo che richiede una reazione immediata. L'inerzia è il tuo peggior nemico: lasciar passare i 60 giorni può rendere definitivo il prelievo forzoso. Come abbiamo visto, esistono strumenti legali potenti — dalla rateizzazione, alla rottamazione, alla contestazione dei vizi di notifica — per recuperare la tua liquidità.

Hai il conto bloccato o hai ricevuto un atto di pignoramento? Non aspettare che la banca versi i tuoi soldi al Fisco. Contattami ora per una consulenza e sblocchiamo insieme la tua operatività finanziaria. Come avvocato tributarista dal mio studio di Firenze ho aiutato clienti in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. blog, video e podcast) a risolvere complesse situazioni legate a cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento e pignoramenti; se anche tu hai ricevuto un atto dall'Agenzia delle Entrate Riscossione e hai bisogno di assistenza puoi richiederci una pre-analisi cliccando su questo link.


Avv Alberto Bindi

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