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Pignoramento Agenzia delle Entrate Riscossione: guida completa e novità 2026

  • 30 gen
  • Tempo di lettura: 17 min

Aggiornamento: 4 feb

Come difendersi dal pignoramento esattoriale e tutelare il tuo patrimonio nel 2026


Aggiornato al 30/1/2026


Il pignoramento Agenzia delle Entrate rappresenta oggi, nel 2026, una delle sfide più complesse per il contribuente italiano. Ricevere un atto dall'Agente della Riscossione è un evento che può paralizzare la tua attività imprenditoriale o minare profondamente la tua serenità familiare. Capisco perfettamente il senso di difficoltà che si prova di fronte a un conto corrente improvvisamente bloccato o a una decurtazione forzosa dello stipendio che mette a rischio il pagamento del mutuo o delle spese quotidiane.

Sono un avvocato tributarista ho assistito clienti alle prese con atti dell'Agenzia delle Entrate e/o dell'Agente della Riscossione - non solo a Firenze dove ho lo studio ma in tutta Italia (leggi se vuoi i Casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. Blog, Video e Podcast) - e ho maturato molta esperienza al riguardo. Nel mio studio vedo quotidianamente come la velocità dell'azione esattoriale possa travolgere chi non conosce i propri diritti. Tuttavia, nel 2026, la normativa offre strumenti di tutela e sanatorie (come la Rottamazione quinquies) che possono risolvere situazioni apparentemente difficili. In questa guida analizzeremo insieme il funzionamento della riscossione esattoriale, i limiti invalicabili che il Fisco deve rispettare e le strategie legali per difendersi.


INDICE


  1. Cosa è il pignoramento Agenzia delle Entrate?

  2. Differenza tra pignoramento esattoriale e pignoramento ordinario

  3. Quando l'Agenzia delle Entrate Riscossione può agire legalmente?

  4. L'iter obbligatorio: cartella, accertamento e intimazione

  5. Cosa può essere pignorato?

  6. Il Pignoramento mobiliare: regole e limiti

  7. L'Agenzia delle Entrate può pignorare la prima casa?

  8. Soglie e limiti generali al pignoramento immobiliare

  9. L'intervento dell'Agente della Riscossione nel pignoramento immobiliare promosso da terzi

  10. Il pignoramento presso terzi: procedura e limiti generali

  11. Il pignoramento dello stipendio: tabelle e limiti 2026

  12. Il pignoramento della pensione: calcolo della quota protetta

  13. Il pignoramento del conto corrente: sblocco e inefficacia

  14. Il pignoramento dei crediti verso clienti e fatture elettroniche

  15. Provvigioni agenti di commercio: i limiti applicabili

  16. Come funziona il blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione nel 2026?

  17. Strategie: come bloccare un pignoramento in corso

  18. La rateizzazione: benefici e sblocchi

  19. Rottamazione quinquies 2026: termini e modalità di adesione

  20. Contestazione giudiziale: vizi di notifica e prescrizione

  21. Il sovraindebitamento come ancora di salvezza

  22. FAQ - Risposte rapide sul pignoramento AdER 2026

  23. Conclusione: non lasciare che il debito ti paralizzi


1. Cosa è il pignoramento Agenzia delle Entrate?

Il pignoramento Agenzia delle Entrate è l'atto ufficiale con cui l'Agente della Riscossione individua beni mobili, immobili o crediti del debitore e gli intima di non disporne. L'obiettivo finale è la vendita forzata dei beni o l'incasso diretto dei crediti presso terzi per saldare i debiti tributari e previdenziali.

Nella mia esperienza professionale, la prima cosa che spiego ai clienti è che l'Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER), un tempo nota come Equitalia, è un ente pubblico con poteri molto più ampi di un comune creditore. Il suo compito è "aggredire" il patrimonio per conto di enti come l'Agenzia delle Entrate, l'INPS, l'INAIL, Regioni e Comuni.

Quando l'AdER ti notifica un pignoramento, sta esercitando un potere autoritativo. Non si tratta solo di una richiesta di pagamento, ma di un vincolo giuridico immediato: per esempio, se l'atto riguarda un credito (come il conto corrente), le somme vengono "congelate" istantaneamente.


2. Differenza tra pignoramento esattoriale e pignoramento ordinario

Il pignoramento esattoriale è una forma di esecuzione forzata speciale che permette al Fisco di agire senza la preventiva autorizzazione di un giudice. Mentre nel pignoramento civile ordinario è sempre necessario l'intervento del magistrato, l'Agenzia delle Entrate Riscossione procede in autonomia.

Questa differenza è fondamentale per capire la velocità con cui agisce l'AdER. La procedura è regolata dal DPR n. 602/1973, che deroga volutamente alle norme del codice di procedura civile per garantire celerità alla riscossione pubblica. Ecco le differenze principali:

  • pignoramento civile: richiede una sentenza o un decreto ingiuntivo, la notifica di un atto di precetto, l'intervento di un ufficiale giudiziario e di un giudice;

  • pignoramento esattoriale: l'Agente della Riscossione pignora direttamente immobili, beni mobili e crediti senza necessità di sentenze, decreti ingiuntivi, precetti, ufficiali giudiziari e giudici; la Corte Costituzionale, con sentenza n. 114/2018, ha fortunatamente mitigato questo potere immenso, stabilendo che il contribuente può sempre proporre opposizione davanti al Giudice per far valere l'impignorabilità dei beni o fatti estintivi sopravvenuti (come il pagamento o la prescrizione), superando i vecchi limiti imposti dall'art. 57 DPR n. 602/1973.


3. Quando l'Agenzia delle Entrate Riscossione può agire legalmente?

L'azione esecutiva dell'Agente della Riscossione è legittima al pignoramento solo in presenza di un "titolo esecutivo"; i titoli esecutivi sono il ruolo, l'accertamento esecutivo e gli avvisi di addebito.

Nella mia pratica quotidiana, verifico sempre se l'atto "a monte" esiste e se è valido. Senza un titolo esecutivo, ogni pignoramento è nullo:

  • il ruolo: è semplicemente l'elenco dei crediti che gli enti creditori (come l'Agenzia delle Entrate, le Regioni, i Comuni, le Camere di Commercio, ecc...) affidano all'AdER per la riscossione;

  • l'accertamento esecutivo e l'avvisi di addebito: introdotti dagli art 29 e 30 del DL 78/2010 questi atti accorpano in un unico documento l'accertamento del debito, il titolo esecutivo e il precetto.


4. L'iter obbligatorio: cartella, accertamento e intimazione

La procedura di pignoramento è nulla se non rispetta una sequenza temporale rigida: notifica del titolo, attesa di 60 giorni per il pagamento volontario e, qualora l'esecuzione inizi dopo un anno dal titolo, notifica preventiva di un avviso di intimazione ad adempiere.

Il legislatore ha imposto questa scaletta per evitare l'effetto sorpresa; ecco lo schema previsto dall'art. 50, co 1 e 2, DPR 602/1973 a cui deve attenersi l'Agenzia delle Entrate Riscossione:

  1. notifica del titolo: per prima cosa l'Ufficio ti deve notificare il titolo esecutivo e cioè la cartella esattoriale (contenente il ruolo) oppure l'avviso di accertamento o, ancora, l'avviso di addebito;

  2. devono trascorrere 60 giorni: in questo periodo puoi pagare spontaneamente o chiedere la rateizzazione (art. 50, co 1, DPR 600/1973); per l'INPS il termine è di 40 giorni;

  3. intimazione ad adempiere: se l'Agente della Riscossione non avvia il pignoramento entro un anno dalla notifica del titolo, deve notificarti un nuovo atto (intimazione di pagamento) che ribadisce la pretesa;

  4. pignoramento: solo a questo punto l'Ufficio può attivare l'esecuzione forzata.

Esempio pratico: Se oggi ricevi un pignoramento basato su una cartella che ti è stata notificata nel 2022 senza aver ricevuto nulla nel 2025 o 2026, l'atto è viziato; come stabilito dalla Cassazione (Ord. n. 32761/2024), l'intimazione deve essere specifica e riferirsi chiaramente alla cartella presupposta.


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5. Cosa può essere pignorato ?

L'ADER ha il potere di aggredire beni mobili, immobili e crediti presso terzi. Ogni forma di pignoramento risponde a logiche diverse.

Capire cosa può essere colpito è il primo passo per organizzare la difesa. Nel mio studio vedo spesso che il contribuente teme per la casa di proprietà, quando magari il rischio reale è sul conto corrente o lo stipendio. L'AdER sceglie solitamente la via più rapida e sicura per incassare.


6. Il pignoramento mobiliare: regole e limiti

Il pignoramento mobiliare è l'atto con cui l'Agenzia vincola beni mobili del debitore (arredi, strumenti, macchinari, auto, ecc...) affinché il ricavato della loro vendita soddisfi il credito; l'ufficiale della riscossione può ricercare i beni nell'abitazione o in altri luoghi appartenenti al contribuente, redigendo un verbale che deve essere notificato (art. 513 Cpc).

Esistono però dei limiti significativi:

  1. limiti che tutelano la vita dignitosa e il lavoro:

    - strumenti di lavoro: libri, oggetti e strumenti indispensabili per l'esercizio della professione o del mestiere sono pignorabili solo nel limite di 1/5 del loro valore; questa tutela scatta solo se gli altri beni mobili non bastano a coprire il debito (art 62 DPR 602/1973 e art 515, co 3, Cpc).

    - società: il limite di 1/5 non si applica se il debitore è una società o se prevale il capitale sul lavoro;

    - custodia e vendita: la custodia dei beni pignorati è solitamente affidata al debitore (art. 62 DPR 602/1973); inoltre, il primo tentativo di vendita (incanto) non può avvenire prima di 300 giorni dal pignoramento; in più, se passano 360 giorni senza incanto, il pignoramento perde efficacia (art. 53 co. 1 DPR n. 602/1973).

  2. il "paniere di beni essenziali": l'art. 76, co 1, lett. a-bis) del DPR 602/1973 prevede l'esistenza di un "paniere di beni essenziali" che non possono mai essere pignorati; tuttavia, poiché il decreto ministeriale attuativo non è mai stato emanato, questa protezione specifica ad oggi rimane non operativa;

  3. i beni di proprietà di terzi: l'Agente della Riscossione non può pignorare beni che appartengono a terzi, ma la prova della proprietà deve essere ferrea; per opporsi al pignoramento di beni non propri, è necessario dimostrare la proprietà del terzo con un atto pubblico o una scrittura privata autenticata di data certa anteriore al debito (art. 63 del DPR 602/1973); la giurisprudenza (Cass. 23.5.2014 n. 11531) conferma che questa rigidità serve a prevenire frodi; inoltre, la 'severità' aumenta se il pignoramento colpisce beni nell'abitazione del debitore: in questo caso, infatti, il coniuge o i parenti fino al terzo grado devono esibire atti pubblici o scritture provvisti addirittura di data certa anteriore alla dichiarazione o alla violazione che ha dato origine al ruolo (art. 58 DPR 602/1973).


7. L'Agenzia delle Entrate può pignorare la prima casa?

No, l'Agenzia delle Entrate non può pignorare la "prima casa" se è l'unico immobile di proprietà del debitore che vi risiede anagraficamente e sempreché sia adibito ad uso abitativo e non sia di lusso.

Questo divieto assoluto è previsto dall'art. 76 DPR 602/1973. Ma attenzione, devono coesistere tutte le condizioni:

  1. unicità: deve essere il tuo unico immobile;

  2. uso abitativo: deve essere adibito a uso abitativo;

  3. residenza anagrafica: devi averci la residenza anagrafica;

  4. non di lusso: non deve essere un'abitazione di lusso, con le particolari caratteristiche individuate dal DM 2/8/1969, e non deve essere classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli).

Esempio pratico: Se sei proprietario di una casa in cui vivi e vi hai la residenza anagrafica e di un piccolo appezzamento di terreno agricolo ereditato da tua mamma, l'Agente della Riscossione può pignorare entrambi (salvi gli ulteriori limiti indicati qui sotto) in quanto l'appartamento non è l'unico tuo immobile.


Se vuoi approfondire le tutele specifiche previste per l'abitazione principale e capire se il tuo immobile rientra nei casi di impignorabilità, leggi il nostro post dedicato al Pignoramento Prima Casa Agenzia Entrate. Scoprirai come difendere il tuo patrimonio ed evitare definitivamente la vendita all'asta.


8. Soglie e limiti generali al pignoramento immobiliare

L'Agente della Riscossione può pignorare immobili (a prescindere dalla questione 'prima casa') solo se ricorrono tre condizioni: debito superiore ad € 120.000, valore dell'immobile pari ad almento € 120.000 e previa iscrizione di ipoteca da almeno 6 mesi.

Vediamo più nel dettaglio queste tre condizioni che, secondo l'art 76 DPR 602/1972, devono ricorrere congiuntamente e in mancanza delle quali l'AdER non può procedere con il pignoramento immobiliare:

  1. il debito complessivo deve superare l'importo di € 120.000; nel calcolo del debito si sommano tutte le pendenze: tasse (Agenzia Entrate), contributi (INPS) e altre entrate gestite dall'AdER; perciò se il tuo debito complessivo è inferiore a questa soglia, l'Agenzia delle Entrate Riscossione non può avviare la vendita all'asta dei tuoi beni immobili;

  2. il valore degli immobili oggetto di ipoteca deve essere superiore ad € 120.000; se il valore è inferiore non rischi il pignoramento;

  3. prima di pignorare l'immobile l'Agente deve avere iscritto ipoteca sull'immobile da almeno 6 mesi; l'ipoteca non è un pignoramento, ma una garanzia; l'ADER può iscrivere ipoteca su qualunque immobile (anche la prima casa) per debiti superiori a € 20.000; l'art. 77 del D.P.R. n. 602/1973 regola questo strumento; come confermato dalla Cassazione (Ord. n. 29069/2024), l'ipoteca è legittima per debiti superiori ad € 20.000 ed è soltanto una misura cautelare.


PROTEGGI IL TUO IMMOBILE: Un pignoramento non significa necessariamente perdere la casa, ma è il segnale che il Fisco sta stringendo il cerchio. Richiedici una preanalisi cliccando su questo link per scoprire come contrastare l'aggressione del Fisco


9. L'intervento dell'Agente della Riscossione nel pignoramento immobiliare promosso da terzi

Anche se l'AdER per procedere con un pignoramento immobiliare soggiace ai limiti visti (prima casa e altre condizioni), può sempre intervenire in un pignoramento avviato da un altro creditore (es. una banca) o agire in surroga; in questo caso, l'AdER partecipa alla vendita e al ricavato senza dover rispettare i limiti che le impedirebbero di iniziare l'azione.

Questa è una trappola normativa pericolosa (art. 51 e 54 co 1 DPR n. 602/1973).

Consiglio legale: se hai debiti fiscali è vitale pagare puntualmente banche e fornitori per evitare che siano loro a "aprire la porta" all'Agenzia delle Entrate Riscossione tramite un pignoramento ordinario.


10. Il Pignoramento presso terzi: procedura e limiti generali

Il pignoramento presso terzi è la forma di esecuzione più rapida utilizzata dall'AdER. Consiste nell'aggredire somme che un terzo deve al debitore (stipendio, conto corrente, affitti, ecc...). L'AdER ordina direttamente al terzo di pagare a lei le somme.

Rispetto alla procedura ordinaria prevista dall'art. 543 cpc, l'Agenzia delle Entrate Riscossione gode di una corsia preferenziale:

  • ordine diretto: notifica al terzo l'ordine di versamento entro 60 giorni;

  • niente giudice: non serve l'udienza di assegnazione, a meno che il terzo non rifiuti di pagare (art. 548 cpc);

La legge tutela alcuni crediti essenziali che non possono mai essere pignorati dall'Agenzia delle Entrate Riscossione per garantire la solidarietà sociale: sussidi di maternità, malattie, funerali, crediti alimentari e sussidi per indigenti (art. 72 bis DPR 602/1973).

Esempio pratico: Se ricevi un sussidio statale per persone povere, l'ADER non può toccare quelle somme nemmeno se sono depositate sul conto corrente. Sono crediti a finalità di sostentamento e quindi protetti.

PER APPROFONDIRE: se vuoi saperne di più su questa forma di pignoramento leggiti il ns post dedicato: Pignoramento presso terzi Agenzia Entrate: novità fatture elettroniche


11. Il pignoramento dello stipendio: tabelle e limiti 2026

Lo stipendio può essere pignorato direttamente presso il datore di lavoro, ma l'Agenzia delle Entrate Riscossione deve rispettare limiti precisi stabiliti dall'art. 72 ter DPR 602/1973: un decimo fino a € 2.500, un settimo fino a € 5.000 e un quinto oltre i € 5.000.

Ecco la tabella di riferimento per il 2026:

Importo stipendio netto

Quota pignorabile

Esempio pratico

Fino a € 2.500

1/10

Su € 2.000, l'ADER pignora € 200

Da € 2.500 a € 5.000

1/7

Su € 3.500, l'ADER pignora € 500

Oltre € 5.000

1/5

Su € 6.000, l'ADER pignora € 1.200

Questi limiti sono molto più favorevoli rispetto a quello applicato ai creditori privati che pignorano sempre con il solo limite di 1/5 indipendentemente dall'importo dello stipendio.


12. Il pignoramento della pensione: calcolo della quota protetta

La pensione è pignorabile solo per la parte che eccede il "minimo vitale", pari al doppio dell'assegno sociale con un minimo di € 1.000 (art 545 cpc); nel 2026, la soglia di impignorabilità è di € 1.092,48 mensili.

Sulla parte che supera tale soglia, si applicano le stesse percentuali viste per lo stipendio (1/10, 1/7 o 1/5).

Esempio pratico: Se percepisci una pensione di €1.500, la quota di €1.092,48 è salva; la differenza di € 407,52 è pignorabile ma solo nella misura di 1/10 e quindi per un totale di circa € 40.


13. Il pignoramento del conto corrente: sblocco e inefficacia

Il pignoramento del conto corrente permette all'Agente della Riscossione di ordinare alla banca il versamento diretto in suo favore delle giacenze (art 72-bis DPR 602/73).

Novità giurisprudenziali del 2026:

  • estinzione automatica: se la banca non corrisponde la disponibilità presente sul conto all'AdER entro 60 giorni, il pignoramento speciale previsto dall'art 72 bis perde efficacia e l'Agente della Riscossione può iniziare un pignoramento ordinario (come un qualsiasi creditore privato) con necessità di 'passare' da un Giudice (Cassazione n 30214/2025);

  • limite stipendio: se sul conto c'è lo stipendio, l'ultimo emolumento è sempre impignorabile (per tutelare la sopravvivenza del debitore);

  • limiti pensioni: se la pensione è già sul conto, è impignorabile l'importo pari al triplo dell'assegno sociale pari ad €1.638,72 nel 2026.

Trasparenza: dal 2024 l'AdER è in grado di verificare le disponibilità in giacenza sul conto corrente in tempo reale.


CONTO CORRENTE BLOCCATO? Se il blocco dura da più di due mesi e l'ADER non ha prelevato le somme, la procedura potrebbe essere diventata illegittima. Contattami, cliccando su questo link, verificheremo insieme se è possibile sbloccare i tuoi fondi.


PER APPROFONDIRE: Se vuoi saperne di più leggiti questa guida specifica: Pignoramento conto corrente Agenzia Entrate: limiti, blocco e sblocco


14. Il Pignoramento dei crediti verso clienti e fatture elettroniche

Per professionisti e imprese, l'Agenzia delle Entrate Riscossione utilizza le banche dati della fatturazione elettronica per individuare i crediti verso i clienti privati e pignorarli in tempo reale; è un'azione "a colpo sicuro" che intercetta i pagamenti prima che arrivino a te.

Nel mio studio vedo molti architetti, avvocati e professionisti in generale trovarsi con le fatture pignorate presso i clienti principali; l'Agente della Riscossione, infatti, identifica chi ti deve dei soldi e notifica loro l'ordine di non pagarti, ma di versare direttamente all'Esattoria.


15. Provvigioni agenti di commercio: i limiti applicabili

Le provvigioni degli agenti di commercio sono pignorabili con gli stessi limiti degli stipendi (e quindi nella misura variabile di 1/10, 1/7, 1/5) perché rientrano nei rapporti di parasubordinazione (art 409, n 3, cpc); questa tutela è confermata dalla Cassazione (sent n 685/2012).

È una protezione fondamentale: l'azienda mandante non può trattenere l'intera provvigione, ma deve applicare le predette soglie.


16. Come funziona il blocco dei pagamenti della Pubblica Amministrazione nel 2026?

Prima di effettuare un pagamento la Pubblica Amministrazione interpella l'Agenzia delle Entrate Riscossione per verificare se il beneficiario è in regola con le cartelle esattoriali (art 48 bis DPR 602/1973 modificato dalla Legge di Bilancio 2026) . La procedura è questa:

  • soglia ordinaria: se il pagamento da fare è superiore a € 5.000, la P.A. interpella l'Agente della Riscossione per verificare se il debito complessivo per cartelle esattoriali non pagate è pari ad almeno € 5.000;

  • esito della verifica: se la verifica ha esito positivo l'ente pubblico "congela" il pagamento per 60 giorni, permettendo all'Agente della Riscossione di notificare l'atto di pignoramento presso terzi;

  • pagamento del residuo: qualora l'importo dovuto dalla P.A. sia superiore al debito fiscale, l'ente pubblico versa al contribuente solo l'eccedenza dopo aver soddisfatto le pretese del Fisco.

Queste sono le regole generali ma vi sono anche deroghe per i dipendenti e i professionisti.

Quali sono le novità per stipendi e indennità dal 1° gennaio 2026?

Il legislatore ha deciso di inasprire i controlli anche sulle somme dovute dalle Pubbliche Amministrazioni a titolo di stipendio, salario o altre indennità derivanti da rapporti di lavoro o impiego (comprese quelle per licenziamento):

  • soglia di pagamento ridotta: per queste tipologie di versamenti, la soglia che fa scattare il controllo preventivo della P.A. è stata abbassata ad € 2.500;

  • soglia del debito: resta però ferma la necessità che il debito da cartelle esattoriali del dipendente verso l'AdER sia di almeno € 5.000;

  • decorrenza: questa previsione è operativa per tutti i pagamenti effettuati a partire dal 1/1/2026.

Perché il 15/6/2026 è una data critica per i professionisti?

Da questa data entra in vigore la modifica più aggressiva della Legge di Bilancio 2026 e cioè il blocco automatico dei compensi per i professionisti morosi:

  • eliminazione della franchigia: per avvocati, ingegneri, architetti, commercialisti, ecc.... vengono eliminate entrambe le soglie minime di € 5.000;

  • versamento diretto: la P.A. verserà i compensi direttamente all'Agente della Riscossione, bypassando completamente il professionista.

Esempio pratico: un architetto che deve incassare una parcella di € 3.000 da un Comune si vedrà bloccato il pagamento se ha anche solo una piccola cartella esattoriale non pagata per € 1.000; il Comune gli corrisponderà solo la differenza per € 2.000.

Consiglio legale: come evitare il blocco operativo?

Se lavori abitualmente con la Pubblica Amministrazione o emetti volumi significativi di fatture elettroniche, non puoi permetterti di aspettare l'intercettazione dei crediti; il mio consiglio è di regolarizzare la posizione prima di giugno 2026, utilizzando strumenti come la Rottamazione quinquies o la rateizzazione ordinaria.


17. Strategie: come bloccare un pignoramento in corso

Contro un pignoramento dell'Agenzia delle Entrate Riscossione non tutto è perduto; esistono quattro strumenti principali da utilizzare per difendersi: la rateizzazione, la rottamazione quinquies, l'opposizione giudiziale e la normativa sul sovraindebitamento.

Nel mio studio, la prima cosa che facciamo è valutare quale di queste strade sia la più rapida ed efficace per ridare "ossigeno" finanziario al cliente. Vediamo insieme queste 4 opzioni.


18. La rateizzazione: benefici e sblocchi

La rateizzazione è l'arma più veloce per sbloccare un pignoramento. Presentando la domanda e pagando la prima rata, la procedura esecutiva si estingue (art 19, co 1 quater, DPR 602/1973).

In sintesi questi sono i benefici:

  • sospensione: dalla presentazione della domanda, l'Agenzia delle Entrate Riscossione non può avviare nuovi pignoramenti (art. 19, co 1 quater lett c);

  • estinzione: in caso di accoglimento dell'istanza di rateizzazione, con il pagamento della prima rata, si determina l'estinzione del pignoramento a condizione però che la procedura esecutiva non sia in una fase 'troppo avanzata' (art 19, co 1 1-quater, DPR 602/1973).

Questa soluzione è particolarmente utile quando il debito (riferito a ciascuna cartella di pagamento o carico da accertamento esecutivo/avviso di addebito) non supera la soglia di € 120.000; in questo caso, infatti, la dilazione è concessa automaticamente.

E' sicuramente un'arma "vincente", per esempio, per sbloccare rapidamente un conto corrente pignorato.

Consiglio legale: una volta pagata la prima rata, è opportuno inviare la documentazione (richiesta di dilazione, concessione della dilazione e prova del pagamento) all'istituto di credito per accelerare lo sblocco.


19. Rottamazione quinquies 2026: termini e modalità di adesione

La rottamazione quinquies (art 1, co 82-101, Legge 199/2025) permette di estinguere i debiti 2000-2023 pagando solo il capitale con risparmio delle sanzioni, interessi di mora e aggi. La domanda deve essere presentata entro il 30/4/2026.

Questa sanatoria offre vantaggi notevoli:

  • sconto: risparmi che possono arrivare sino al 50% del debito totale;

  • pignoramenti: la domanda sospende le procedure in corso (art. 1, co 91, lett e, Legge 199/2025);

  • pagamento: si può pagare in 54 rate bimestrali (9 anni);

  • estinzione definitiva del pignoramento: avviene con il pagamento della prima rata (art 1 co 94 lett b) Legge 199/2025).

È una chance importante per chi ha cartelle esattoriali derivanti da dichiarazioni annuali e/o debiti INPS.


20. Contestazione giudiziale

È possibile contestare un pignoramento davanti al giudice se sussistono vizi gravi come l'omessa notifica della cartella esattoriale, la prescrizione del credito o l'avvenuto pagamento del debito.

Vediamo insieme i 3 principali motivi di contestazione:

  1. omessa o invalida notifica degli atti presupposto (cartella esattoriale, avviso di accertamento esecutivo e avviso di addebito): questi atti devono sempre precedere ogni esecuzione forzata; se hai ricevuto il pignoramento senza la preventiva notifica dell'atto presupposto puoi contestare il pignoramento davanti al giudice;

  2. il pignoramento basato su un credito prescritto è nullo: la prescrizione decorre dal 60° giorno successivo alla notifica del titolo (cartella, avviso di accertamento, avviso di addebito) e varia in base al tributo: 10 anni per le imposte erariali, 5 anni per contributi INPS e sanzioni, 5 anni per tributi locali;

  3. pagamento del debito: un'altra situazione che talvolta ricorre e legittima la contestazione innanzi al giudice è l'avvenuto pagamento del debito prima del pignoramento.


21. Il sovraindebitamento come ancora di salvezza

Per situazioni debitorie complesse, nelle quali il pignoramento è 'soltanto' la punta dell'iceberg, il Codice della Crisi (DLgs 14/2019) offre quattro importanti strumenti (liquidazione controllata, ristrutturazione piano del consumatore, concordato minore, esdebitazione del debitore incapiente) che al ricorrere di certe condizioni possono consentire  di ristrutturare integralmente (e talvolta cancellare) il debito verso l'Agenzia delle Entrate Riscossione (così come pure quello verso fornitori, banche, finanziarie, ecc....).

Questi procedimenti possono ridurre (o talvolta cancellare) i debiti fiscali e bloccare velocemente ogni pignoramento attivo.


22. FAQ - Risposte rapide sul pignoramento AdER 2026

Come funziona il pignoramento dello stipendio dell'Agenzia delle Entrate nel 2026?

L'AdER notifica l'ordine di pagamento direttamente al datore di lavoro; questi deve trattenere le quote previste dalla legge e versarle all'Agente della Riscossione; se lo stipendio è accreditato sul conto, l'ultimo stipendio ricevuto è protetto e impignorabile.

Quali sono i limiti del pignoramento dello stipendio AdER?

I limiti dipendono dall'importo netto: 1/10 per stipendi fino a €2.500; 1/7 per stipendi tra €2.500 e €5.000; 1/5 per importi superiori a €5.000 mensili.

Come difendersi dal pignoramento esattoriale?

Puoi chiedere la rateizzazione, aderire alla rottamazione quinquies 2026, proporre opposizione giudiziale oppure utilizzare gli strumenti da sovraindebitamento.

Quando cade in prescrizione la cartella esattoriale?

La prescrizione è di 10 anni per IRPEF e IVA, 5 anni per i contributi INPS e le sanzioni amministrative (multe), e 5 anni per tributi locali come IMU e TARI; un pignoramento su un credito prescritto va impugnato per essere annullato.

Come aderire alla rottamazione quinquies per bloccare il pignoramento?

Devi presentare la domanda sul sito di Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 30/4/2026. L'invio della domanda sospende automaticamente le procedure esecutive in corso che non sono ancora giunte alla fase di vendita.


23.Conclusione: non lasciare che il debito ti paralizzi

Affrontare un pignoramento Agenzia delle Entrate richiede competenza tecnica, tempestività e una strategia legale chiara. Le novità del 2026, pur essendo molto stringenti per professionisti e imprese, offrono anche opportunità importanti come la Rottamazione quinquies e comunque la possibilità di ottenere l'annullamento del pignoramento con un contenzioso o con le procedure di sovraindebitemento deve sempre essere attentatmente ponderata.

Come avvocato tributarista dal mio studio di Firenze ho aiutato clienti in tutta Italia (leggi se vuoi i casi giudiziari di cui mi sono occupato oppure segui/guarda/ascolta i ns. blog, video e podcast) a risolvere complesse situazioni legate a cartelle esattoriali, intimazioni di pagamento e pignoramenti; se anche tu hai ricevuto un atto dall'Agenzia delle Entrate Riscossione e hai bisogno di assistenza puoi richiederci una pre-analisi cliccando su questo link.


Avv Alberto Bindi

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